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Deposito unico scorie nucleari, la Regione Basilicata convochi il Tavolo della trasparenza

La richiesta del movimento Scanziamo le scorie all'assessore regionale all'Ambiente

La Regione Basilicata convochi con urgenza il Tavolo della trasparenza per confermare la sua contrarietà alla realizzazione del deposito nazionale delle scorie nucleari. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto ufficialmente all’Assessore Cosimo Latronico di convocare il Tavolo nel Comune di Scanzano Jonico, centro nevralgico della protesta civile del novembre 2003, con la partecipazione aperta ai Sindaci dei territori coinvolti nella carta delle aree proposta dalla Sogin. Ad affermarlo il presidente di ScanZiamo le Scorie, Donato Nardiello.

Gli argomenti da affrontare, continua il presidente, riguardano in particolare la conclusione della consultazione pubblica per la scelta delle aree idonee tenuta dalla Sogin che è avvenuta senza risposte alle osservazioni che abbiamo presentato. Consideriamo pertanto la consultazione unidirezionale, priva di un confronto ed in violazione delle norme della trasparenza e della partecipazione. Nel merito, con le osservazioni abbiamo sollevato l’applicazione errata dei criteri da parte della Sogin, chiesto di sottoporre la carta delle aree alla Valutazione Ambientale Strategica oltre a considerare che l’80% dei rifiuti radioattivi è localizzato nel nord in aree già nuclearizzate. Se la consultazione non entra nel merito delle osservazioni inviate dalla Basilicata e dalla Puglia siamo quasi certi che le aree potenzialmente idonee indicate dalla Sogin vengano dichiarate idonee solo per merito di una valutazione scorretta.

Tali aspetti, conclude Nardiello, sono stati segnalati anche all’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza sul Nucleare (ISIN) che entro metà maggio dovrà esprimere il parere tecnico alla documentazione delle Sogin sulla nuova fase per l’individuazione delle aree idonee in cui costruire il Deposito delle scorie nucleari. Siamo fiduciosi che l’ISIN, come dichiarato pubblicamente al Convegno nazionale della Commissione scientifica sul decommissioning di cui la nostra Associazione è componente attiva, sia garante della corretta valutazione dei criteri rispetto alle osservazioni ricevute.