Quantcast

Gli ignoranti

Diciamolo, i veri poteri forti in Basilicata sono l’ignoranza, la paura e quelle lingue che non si consumano mai

Michele Finizio

L’ignorante puro, quello meno pericoloso, quando sente parlare di Tasso prende subito il fucile da caccia e si agita alla ricerca della bestiola. Oppure, crede che Tasso sia il fratello della tassa e si chiede quale altra diavoleria stia preparando il fisco contro di lui. Povero Torquato, la sua poesia è servita a nulla. L’ignorante puro ha paura dei potenti e della sua stessa ombra. L’ignorante istruito è pieno di pregiudizi. Indietreggia difronte all’ignoto e ha paura dei cambiamenti. Giudica prima di capire, agisce prima di pensare. Si nutre di certezze e naviga nelle idiozie.  Ha punti di vista mediocri che cambia a seconda delle convenienze. Mastica invidia, ambisce alla ricchezza e finisce quasi sempre in politica. Ha le mani in pasta e occupa posti di prestigio. L’ignorante professorale si atteggia a intellettuale del condominio, del bar, dei social. È sempre pronto ad insegnarti qualcosa e non ha mai nulla da imparare. È mediamente cretino, oltre che maleducato e arrogante. È uno spacciatore di sciocchezze. Lo riconosci sui social, posta “perle di saccenza”. Scrive anche libri senza averne letto uno. Ha una lingua tirata a lucido e ti tradisce appena incontra un sedere fresco di giornata. Diciamolo, i veri poteri forti in Basilicata sono l’ignoranza, la paura e quelle lingue che non si consumano mai.