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Il Bugiardo lucano

“Dimmi, caro Bugiardo, quando partorirà tua moglie?” Quando vorrete voi, onorevole

Michele Finizio

Dal punto di vista umano il Bugiardo patologico lucano è vittima del disturbo istrionico di personalità che è caratterizzato da un tipico quadro pervasivo di emotività eccessiva e ricerca di attenzione.  Appare a prima vista attivo, interattivo e disinibito. Mente gratuitamente, anche quando non è necessario: “Chi Quello? Quello si è fatto i soldi e non si sa come, ma si lamenta per nascondere le marachelle che ha combinato, non farmi dire altro”. Di Quello, naturalmente il Bugiardo non sa nulla, neanche dove abita. E allora perché inventa quelle fesserie? Così tanto per far intendere che lui sa tante cose. Il Bugiardo è impaziente, ha l’ansia di arrivare subito al punto, a qualsiasi punto: meglio se un punto morto a spese dei vivi. Il Bugiardo è seduttivo e disinibito: “Tesoro mio, amico mio, dimmi cosa posso fare per te, sai che farei qualunque cosa per vederti sereno”.  Naturalmente non farebbe alcunché per l’amico suo. Il Bugiardo è intollerante alle critiche ed è un abile manipolatore: “Vuoi dire che prendere una tangente è un reato? Accettare un regalo per il bene fatto, è disprezzabile?  Allora cambia il tuo tenore di vita.” È colpa dell’altro, naturalmente. Il Bugiardo ritiene che tutto gli sia dovuto e se lo prende a costo di sacrificare la madre. Non prova alcun rimorso, per nulla. È incapace di relazioni affettive mature: tratta le persone, anche le più intime, come cose. L’ambiente preferito dal Bugiardo lucano è la politica, dove la sindrome di Pinocchio è una piacevole epidemia. Ed è in quell’ambiente che il mentitore lucano cede al potere dell’onorevole più bugiardo di lui: “Dimmi, caro Bugiardo, quando partorirà tua moglie?” Quando vorrete voi, onorevole.