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Il delitto Matteotti in scena allo Stabile di Potenza

Il 5 aprile lo spettacolo sulla vicenda umana e politica del deputato e segretario del Partito socialista

La vicenda politica e umana di Giacomo Matteotti è il tema dello spettacolo teatrale, ‘Il mio nome è Tempesta. Il delitto Matteotti’, che con il Patrocinio del Comune di Potenza sarà rappresentato al Teatro Stabile di Potenza, martedì 5 aprile alle 20.45, con una matinée dedicata agli studenti delle scuole superiori della città.

Uno spettacolo suggestivo, che come in un thriller tiene avvinto lo spettatore fino all’ultimo minuto, con l’ultimo intervento alla Camera di Giacomo Matteotti che si alterna, tra flashback e continui cambi di scena, alla preparazione del rapimento, all’inchiesta giudiziaria per accertare esecutori e mandanti dell’omicidio, al tentativo dell’opposizione di arginare la deriva del nascente regime fascista, con la protesta dell’Aventino.

Prodotto da Act, con la coproduzione della Fondazione Molise cultura, con il sostegno della Regione Molise e il contributo del Comune di Campobasso, ‘Il mio nome è Tempesta. Il delitto Matteotti’ ha ricevuto gli importanti Patrocini della Fondazione Giacomo Matteotti Onlus, del Comune di Fratta Polesine e della Casa Museo Giacomo Matteotti.

Scritto dalla giornalista Carmen Sepede e diretto da Emanuele Gamba, lo spettacolo porta sulla scena il motivo noto dell’omicidio Matteotti, la denuncia dei brogli e dei pestaggi delle elezioni del 6 aprile 1924, “inficiate dalla violenza”, e la vera causa o concausa del delitto: la scoperta fatta dal deputato e segretario del Partito socialista unitario della maxi tangente Sinclair, pagata alle più alte cariche dello Stato dalla compagnia petrolifera americana, per ottenere la concessione delle trivellazioni petrolifere in Italia.

‘Il mio nome è Tempesta. Il delitto Matteotti’ è interpretato da Diego Florio, un intenso, straordinario e somigliante Giacomo Matteotti, Marco Caldoro (Benito Mussolini), Piero Grant (Amerigo Dumini), Domenico Florio e Paolo Ricchi, che con grande poliedricità vestono i panni degli esponenti del partito fascista, dei leader delle forze politiche di opposizione e il magistrato Mauro Del Giudice, che provò a portare avanti l’inchiesta più scottante del periodo.