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Lo yes man e la supposta

Ho capito quali sono le regole dell’uomo asservito al potere. Le ho lette in una specie di abbecedario per gli scudieri di presidenti, assessori, direttori e via dicendo

 

Michele Finizio

Ho capito quali sono le regole dell’uomo asservito al potere. Le ho lette in una specie di abbecedario per gli scudieri di presidenti, assessori, direttori e via dicendo. Scopro che è davvero difficile fare lo “yes man”, l’uomo cioè che deve saper essere nello stesso tempo zerbino del padrone e terribile espressione di potere di fronte ai cittadini. Un uomo che deve essere cane fedele ai piedi del capo e lupo feroce sulla groppa del popolo. Uno yes man è chiamato ad occuparsi di cose delle quali non capisce nulla, ma deve fingersi esperto per arraffare il massimo compenso. Se vuoi diventare uno yes man devi sembrare terribilmente importante. Devi farti vedere con la gente che conta, parlare con autorità, ma soltanto di cose ovvie. Non entrare mai in discussioni, ma se dovesse capitarti poni una domanda irrilevante e, mentre gli altri cercano di dare una risposta, cambia argomento. Ascolta attentamente mentre gli altri discutono, poi seppelliscili con una frase fatta. Se un cittadino ti rivolge una domanda pertinente guardalo come se avesse perso il senno e quando lui si manifesta mortificato tu fagli la stessa domanda con altre parole. Ottieni un incarico di prestigio, poi cercati un posto all’ombra. Tieni sempre chiusa la porta del tuo ufficio, questo metterà i visitatori sulla difensiva e darà l’impressione che sei sempre impegnato. Non dare mai ordini per iscritto. Quando parli al telefono di quella cosa delicata usa sempre parole in codice, eviterai problemi con la giustizia al tuo padrone. Evita di verbalizzare le riunioni, caso mai ne fai qualcuna. Dimostrati sempre disponibile per i lavori già fatti da altri e prenditi il merito.  

Che cosa possiamo fare per riconoscere uno yes man e difenderci dalle sue vessazioni? Semplice, dobbiamo comportarci come la supposta che si mette subito in cammino cercando umilmente la propria strada. E se qualcuno le si para davanti dicendole con presunzione ed arroganza, “lei non sa chi sono io”, intimamente sa già che non può essere altro che uno stronzo, lo yes man.