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Schiacciato da un rimorchio e dalla giustizia

Giorgia Bucarelli, compagna di Huub Pistoor, morto in un incidente nel 2019, chiede verità e giustizia

Riceviamo e pubblichiamo, di seguito, la lettera aperta di Giorgia Bucarelli, compagna di  Huub Pistoor, ingegnere olandese morto dopo essere stato travolto dal rimorchio  di un tir nel 2019.

“Schiacciato da un rimorchio e dalla Giustizia. Mi viene in mente questa espressione per descrivere quello che è accaduto, con la conclusione dell’iter giudiziario. Si può perdere la vita sulla strada in un istante schiacciati da un rimorchio che si è staccato dalla motrice per l’usura e la pessima manutenzione. E può anche accadere che le istituzioni preposte non sentano il dovere di accertare tutte le responsabilità, scegliendo di concentrare l’attenzione solo sul conducente, l’ultimo anello della catena. In questo momento prevalgono la delusione e l’indignazione per la decisione del gip della Procura di Ancona di accogliere la richiesta di archiviazione del pm per i titolari della società di trasporti.

Viene negato un processo e così anche il diritto alla Giustizia. Forse si pensa che il mio compagno Huub Pistoor sia stato sfortunato a trovarsi quella sera nel posto sbagliato. L’archiviazione ci conferma quanto sia ancora arretrato il nostro Paese, quanto sia carente il rispetto per le vittime dell’incuria, della negligenza, del mancato rispetto delle regole e della vita sulla strada e sul lavoro. Per chi si occupa di trasporto merci la strada è il luogo di lavoro e i veicoli devono essere tenuti in buone condizioni. Il perito del Tribunale di Ancona spiega chiaramente che il rimorchio si è staccato per l’usura del perno del gancio di traino. A questo grave elemento si è aggiunta l’usura del sistema frenante destro con freni finiti e ferodi polverizzati. Autocarro e rimorchio erano mine vaganti che avrebbero potuto colpire chiunque, in una sorta di roulette russa.

Per questo l’archiviazione sta suscitando sconcerto in tante persone e le mie lettere sono state pubblicate sui più noti quotidiani italiani. Stiamo ricevendo il sostegno di importanti realtà impegnate a promuovere la cultura della prevenzione e sicurezza stradale come la Fondazione Michele Scarponi, l’Associazione Lorenzo Guarnieri, AIFVS, ASAPS. Non credo che in Olanda, dove Huub è nato e vissuto per molti anni, si sarebbe archiviato. Penso anche che se lui fosse rimasto schiacciato da un macchinario in una fabbrica, le indagini avrebbero subito coinvolto titolari e addetti alla manutenzione. Proprio come ci aspettavamo noi, visto che la manutenzione dei due mezzi pesanti non era di competenza del dipendente alla guida. Ma per le morti sulla strada c’è meno attenzione, è ancora diffusa l’idea che siano tragiche fatalità e manca la consapevolezza della gravità di condotte che uccidono. Nella vita di Huub si sono materializzate in un istante due gravi piaghe sociali ancora sottovalutate: le morti sulla strada e sul lavoro. Non voglio arrendermi e continuerò a dare voce a Huub e a tutte le vittime, che meritano rispetto, verità e Giustizia. Gioia Bucarelli