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Ucraina, fanno specie i distinguo sulla guerra che si manifestano nel nostro Paese

Ritornano i fantasmi che nel secolo scorso avevano mille accuse da rivolgere allo Stato e qualche indulgenza verso i protagonisti della lotta armata?

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Le notizie della guerra in Ucraina sono ogni giorno più drammatiche. Continua la morìa e non ci sono iniziative diplomatiche vere per porre fine alla vergogna di massacri senza limiti. Quello che fa senso sono i distinguo che si manifestano nel nostro Paese sulla guerra. Autorevoli settori della cultura tacciono. Permangono venature di anti Usa e anti Nato, molte diffuse nel secolo scorso. Resistono sostanziali simpatie verso Putin.

Ci saranno stati errori dell’Occidente, della Nato e della stessa Ucraina, ma non condannare senza se e senza ma l’aggressione della Russia che sta producendo tanto dolore anche nelle popolazioni colpite dai bombardamenti e a freddo sconvolge. A questo punto non ci si può attardare nelle discussioni sulla distribuzione dei torti e della ragione, ma operare perché le armi tacciano e si ponga fine agli orrori. Dov’è la pietà? Dov’è l’umana solidarietà?Dov’è l’amore che se è limitato al proprio io è falso? C’è tanto cinismo, il populismo senza onore si impone anche in alcune trasmissioni televisive! Non condannare i portatori di morte è grave.

Abbiamo vissuto il pericolo del terrorismo. Tutti ricordiamo che alcuni ambienti della cosiddetta cultura coniarono una frase “né con lo Stato né contro lo Stato”. Ebbene erano i circoli che non nascondevano simpatia verso la lotta armata. Ho un sussulto quando vedo diffuse disquisizioni sulla guerra con tanti distinguo anche in ambienti cattolici che si nascondono dietro un pacifismo vacuo ed inconcludente e mi chiedo, ritornano i fantasmi che nel secolo scorso avevano mille accuse da rivolgere allo Stato e qualche indulgenza verso i protagonisti della lotta armata? E per le tante vittime innocenti? Nulla. Una storia che ritorna, mi auguro di no. Fu una brutta storia come è quella della guerra in Ucraina. Prevalga la ragione che silenzi i pensieri distanti dalla realtà!  Peppino Molinari, già parlamentare

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