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Evasione Iva su auto provenienti dall’estero, indagato imprenditore di Pietrapertosa

Coinvolti altri tre imprenditori di altre regioni

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e il Gico della Guardia di Finanza di Potenza, oggi 5 maggio, ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale e reale, emessa dal G.I.P. del Tribunale, su richiesta della Procura, nei confronti di un imprenditore di Pietrapertosa (Potenza), già amministratore unico e socio di maggioranza di una società di Potenza, indagato per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele ed altro.

Nei confronti dell’imprenditore è stata notificata la misura interdittiva del divieto temporaneo, per 12 mesi, di esercitare attività professionali o imprenditoriali. Contestualmente, a carico di tutti gli indagati e delle aziende di cui sono titolari, è stato eseguito il provvedimento di sequestro preventivo, diretto e per equivalente, avente ad oggetto disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili, per un importo complessivo di oltre 1,3 milioni di euro, corrispondente al valore delle imposte evase. Il provvedimento cautelare è stato emesso all’esito di una serie di attività d’indagine nel corso delle quali è stata analizzata la contabilità relativa agli anni di imposta 2014, 2015, 2016 e 2017.

Le attività d’indagine hanno permesso l’acquisizione di convergenti evidenze investigative che hanno portato alla compiuta ricostruzione di un quadro ritenuto grave con riguardo ad una frode all’I.V.A. realizzata mediante la commercializzazione di autovetture provenienti da Paesi dell’Unione Europea, con schermatura contabile di imprese dislocate in altre realtà territoriali (Campania, Puglia e Calabria) ed in particolare con il coinvolgimento di altri imprenditori di Modugno (BA), di Cariati (CS), di Eboli tutti operanti nel settore del commercio di autoveicoli, indagati per emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altro ed in data odierna a perquisizione da questo Ufficio nonché da decreto di sequestro preventivo dei beni, per equivalente emesso dal Gip di Potenza.

Nella stessa giornata i finanzieri della Sezione di PG hanno dato, altresì, esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso sempre dal Tribunale di Potenza su richiesta della Procura nei confronti di un altro imprenditore lucano, titolare di una società di Tito operante nel settore dell’elettronica, indiziato della violazione di cui all’art. 10 bis del D.Lgs. n. 74/2000 per aver omesso il versamento delle ritenute dovute, quale sostituto d’imposta, per oltre 220 mila euro.