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Potenza, “Vallone di S. Lucia come grande Parco verde urbano”

Se ne parla in un incontro promosso dai consiglieri comunali de La Basilicata possibile

Di seguito il comunicato stampa dei consiglieri comunali de La Basilicata Possibile di Potenza sul parco verde urbano del Vallone Santa Lucia.

“Per la Basilicata Possibile riveste importanza centrale l’idea del Vallone di S. Lucia come grande Parco verde urbano, come “ecosistema di forme viventi della biodiversità” da proteggere e valorizzare. Tale idea è presente fin dagli anni ’70, all’interno del P.R.G. della città di Potenza: Il Vallone di S. Lucia, area sostanzialmente inedificata della estensione di circa 70 ha., è ubicato in posizione centrale rispetto alla attuale configurazione urbanistica della città di Potenza e rappresenta una rilevante risorsa per la riqualificazione urbanistica dell’intero abitato.

L’assenza fino ad oggi di una decisa iniziativa pubblica per l’acquisizione e la destinazione a parco dell’area ha favorito la realizzazione diffusa, e spesso abusiva, di manufatti e di sistemazioni esterne, e soprattutto la trasformazione, in alcuni casi chiaramente speculativa, di aree di particolare valore ed importanza. Si parla della cosiddetta area F12 in via di edificazione ma anche di alcuni piani di lottizzazione limitrofi all’area.

In particolare con Delibere N. 144/2011 del Consiglio comunale aventi ad oggetto rispettivamente “Progetto di utilizzazione della zona F12 Verderuolo Inferiore. Approvazione progetto planovolumetrico” e sua successiva variante del 2016, si è proceduto all’approvazione di un intervento “frammentato” alquanto discutibile – nella zona F 12 del P.R.G. – all’ingresso del Parco di Santa Lucia (venendo da Verderuolo) – che al di fuori di qualsiasi idea di pianificazione urbanistica della città con una “consistenza volumetrica di 30.000 mc”, già intacca l’estensione possibile del Parco.

Nell’approvare e autorizzare un intervento con queste notevoli volumetrie, si è utilizzato uno strumento di attuazione – il cosiddetto “planovolumetrico” – che procede per interventi parziali al di fuori di una visione più ampia e articolata di un’area così importante per il futuro sostenibile della città, come il Vallone di Santa Lucia;

La Basilicata Possibile è dell’idea che procedere, come ha fatto fino ad oggi l’Amministrazione Comunale, con un planovolumetrico a “stralcio” rappresenta un precedente pericoloso, da non sottovalutare, per il futuro del Parco verde urbano, non mettendo di fatto in campo altri strumenti urbanistici – come, ad esempio, la perequazione – che avrebbero, invece, consentito concretamente di proteggere il Vallone di S. Lucia e di avviare un progetto per la sua valorizzazione; Tutti questi interventi avrebbero dovuto essere valutati ed inseriti all’interno di una pianificazione più generale che avrebbe potuto garantire, oltre che alcuni diritti dei proprietari, una reale integrazione funzionale tra aree edificate ed aree destinate a parco urbano e servizi.

Ancora, l’intervento del cosiddetto Ponte Attrezzato, progetto di Vittorio Gregotti, nato in origine con la previsione di realizzare il collegamento pedonale meccanizzato ed il Parco Urbano, ma anche alcuni interventi di edilizia residenziale e terziaria, è stato realizzato, nella prima metà degli anni 2000, con significative varianti rispetto al progetto originario; in particolare il percorso pedonale, originariamente pensato in buona parte interrato, è stato interamente portato fuori terra, stravolgendo significativamente i caratteri dell’area e dividendo in due l’area del Parco.

La gran parte dei cittadini, percepisce l’area come uno spazio di risulta, una anomala interruzione all’interno di un territorio urbanizzato compatto, mancando la coscienza e la comprensione della funzione che l’area potrebbe svolgere, non solo in termini di dotazione di spazi di verde attrezzato, ma soprattutto per il valore ambientale della stessa area, per l’importanza fondamentale che avrebbe nel ristabilire un più adeguato equilibrio nell’ecosistema urbano. La realizzazione del previsto parco urbano, potrebbe inoltre rappresentare un intervento di particolare significato nella definizione di un sistema a rete del verde urbano e territoriale. La rapida definizione dello strumento urbanistico attuativo scongiurerebbe anche l’eventuale consolidarsi di interessi speculativi, soprattutto in prossimità dei nuclei edilizi esistenti o di zone di più facile accessibilità veicolare, oltre che ulteriori elementi di compromissione dei caratteri dell’area dovuti spesso anche alla realizzazione di opere pubbliche di discutibile qualutà progettuale e realizzativa.

Il RU conferma, in linea generale, la scelta di destinare gran parte dell’area del Vallone di S. Lucia a Parco Urbano definendo modalità perequative per la acquisizione delle aree al Comune e prevedendo che gli interventi pubblici e privati si attuino sulla base di un piano di iniziativa pubblica. Occorre quindi un cambio di paradigma nell’azione dell’amministrazione comunale, volta a promuovere l’idea del Parco e il Regolamento Urbanistico indica una possibile strada per realizzarlo, sulla base dell’applicazione della perequazione urbanistica, che prevede l’acquisizione delle aree private da destinare a Parco verde in cambio del riconoscimento di una edificabilità ai proprietari interessati da concentrare in aree fondiarie che dovranno indicarsi sulla base di apposito piano particolareggiato, che spetta fare al Comune sia per l’importanza dell’intervento, sia perché così prevede il R.U., sia perché data la numerosità dei proprietari interessati sarebbe impossibile una iniziativa di pianificazione attuativa che parta anche solo dalla maggioranza degli interessati.

Le previsioni del RU, però, senza alcuna garanzia sui tempi di redazione ed approvazione del piano attuativo per l’intera area, potrebbero di fatto favorire la ulteriore compromissione di un’area che forse è la più strategica per avviare un reale processo di riqualificazione e rigenerazione urbana che interessa, per la posizione dell’area, gran parte della città; dal centro storico ai quartieri moderni fino alla parte di città contemporanea. Oggi sarebbe opportuno porre mano prioritariamente alla pianificazione operativa ed attuativa per l’intera area, eventualmente a partire dai contenuti, in parte ancora atttuali del Piano Particolareggiato da anni predisposto dall’Amministrazione Comunale. Sulla base di un piano quadro potrebbero individuarsi comparti privati di più limitata e credibile estensione per l’attuazione delle previsioni del piano generale. Ma soprattutto in attesa della definizione degli strumenti urbanistici più complessivi si potrebbe, sulla base di una preliminare idea complessiva da condividere con i proprietari dell’area, dare avvio ad alcuni interventi limitati di fruizione dell’area, anche con la previsioni di usi temporanei in attesa di definire le regole per le trasformazioni di medio-lungo periodo.

La nuova Programmazione dei Fondi europei 2021-2027 indica tra gli obiettivi fondamentali da conseguire quello di “un’Europa più verde, mediante la transizione verso un’energia pulita, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la gestione dei rischi”, rappresentando per l’Amministrazione comunale l’occasione per avviare questo nuovo processo, consapevoli che, ormai, di fronte ai grandi cambiamenti climatici, è assolutamente necessario per i Comuni realizzare progetti per la crescita sostenibile, per la valorizzazione dell’ambiente e della sua biodiversità, per la rigenerazione della città, pensando ad un nuovo rapporto tra natura e cultura. Attuare il progetto del Parco del Vallone di Santa Lucia rappresenterebbe tra i più importanti progetti per la città degli ultimi decenni, certamente il più sostenibile ed in grado di promuovere un concreto progetto di rigenerazione urbana, innescando elementi di riferimento per un utile rilancio delle politiche di governo del territorio e della città da molti anni assenti. Tutto questo contribuirebbe certamente ad aumentare il livello di attrattività della città.

Nell’evento pubblico del 20 maggio (dalle 16:30 al Palazzo della Cultura) proveremo a capire quali sono le idee che l’Amministrazione comunale ha maturato e le azioni che intende intraprendere per l’attuazione del Parco Verde Urbano del Vallone di Santa Lucia da tempo prevista nel nostro RU. Noi riteniamo, che la realizzazione della progettazione attuativa del Parco possa essere figlia di una scelta utile e necessaria, non solo per preservare il Parco da ulteriori interventi in variante del vigente Regolamento Urbanistico, ma anche per dotare la città di una progettazione spendibile anche all’interno delle risorse fornite dal PNRR. Nel frattempo, riteniamo inoltre indispensabile rafforzare, anche con la partecipazione attiva dei cittadini, quegli strumenti di controllo e monitoraggio della qualità dei lavori che ivi si stanno realizzando.

Di tutto questo parleremo il 20 maggio alla presenza del Sindaco di Potenza Mario Guarente, con l’intervento di esperti in materia quali Piergiuseppe Pontrandolfi, docente di Tecnica e pianificazione urbanistica all’Università degli Studi della Basilicata, Gerardo Sassano architetto paesaggista dello Studio Volumezero e Leonardo Rosati, docente di Botanica all’Università degli Studi della Basilicata, gli architetti Antonio Maroscia e Fedele Zaccara, componenti del Gruppo di lavoro del Piano particolareggiato del 1998 e di associazioni e rappresentanti invitati a portare il loro contributo. Valerio Tramutoli, Francesco Giuzio, Giuseppe Biscaglia consiglieri Comunali de “La Basilicata Possibile” Potenza