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Stellantis Melfi: “17 turni? Un furto a danno dei lavoratori”

La voce di un operaio: “Davanti a un blocco o fermo produttivo, saremo costretti a lavorare senza il riconoscimento degli straordinari”

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Sono passati solo due giorni dall’annuncio dell’azienda Stellantis di passare da 15 a 17 turni che diventeranno operativi lunedì prossimo in quasi tutte le Unità. Ma il messaggio è passato così, sottovoce. Tra l’inevitabile e il normale, e senza che sul tema si sia sviluppato alcun dibattito. Anche solo per rassicurare l’universo operaio. A mettersi però nei panni di chi sta sulle Unità più dure della linea, in realtà, si tratterebbe dell’ennesimo “furto” consumato sulla pelle dei lavoratori. “L’azienda porta sempre l’acqua al suo mulino – sentenzia un operaio del montaggio – e vi dico perché, anche in questo caso, è così”.

“Il furto a noi operai? In caso di fermi produttivi” “Se prima i turni erano 15 e il sabato non poteva essere toccato – spiega Gianni – oggi coi 17 turni e riposo a scorrimento, anche il sabato, a turno, saremo sulla linea”. Ma ci sarebbe di più. “Nel caso in cui non ci fossero blocchi produttivi, cioè giornate in cui non si lavora per mancanza di materie prime, a noi potrebbe anche andare bene il riposo a scorrimento”. Ma siccome in questa fase di crisi energetica e di semiconduttori, i fermi produttivi posso verificarsi in qualsiasi momento, ecco quale sarebbe la beffa. “In questo caso ci troveremmo a recuperare la giornata il sabato come se fosse una giornata normale, senza straordinari”. Questo “toglierebbe più di qualcosa in busta paga”, e per di più sarebbero tutti soldi “risparmiati dall’azienda, se si moltiplica per il numero di operai coinvolti”.

Il potere contrattuale “che non c’è” Gianni vorrebbe passare in rassegna la fine del secolo passato, quando “Bertinotti e Cofferati facevano ancora sindacato”. Questo solo per dire quanto, in questa fase storica molto tormentata manchi “quella forza e quella capacità contrattuale che sarebbe necessaria per non peggiorare le nostre condizioni di lavoro”. E se già con l’ingresso di Stellantis “le cose sono cambiate in peggio, dagli accordi firmati a giugno fino alla linea unica, ai 20 turni solo annunciati e mai inaugurati per problemi di mercato internazionale”, tutto sta procedendo in un’unica direzione, quella voluta dall’azienda. “Se perderemo soldi in busta paga perché gli straordinari saranno annullati dai 17 turni, pare che il tema riguardi solo noi e non anche chi ci rappresenta”. Come dire, da una parte c’è il martello, l’azienda, dall’altra il “corpo operaio”, cioè l’incudine. E in mezzo sembra essersi “sterilizzato” il ruolo dei “rappresentanti” che dovrebbero attutire i colpi. Come dire: se sei martello batti. E se sei incudine…?

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