Terna Spa e l’elettrodotto degli “abusi”: i lucani figli di un Dio minore e la Basilicata terra senza dignità

C’è l'ennesimo esposto-denuncia che svela le ombre dell’infrastruttura al servizio dell’eolico selvaggio. Forse l'ultimo disperato tentativo affinché qualcuno faccia rispettare la legge

Parliamo dell’attività di cantiere per il completamento del secondo elettrodotto della Trasversale Lucana di Terna Spa, ultimo traliccio non realizzato in agro di Oppido Lucano. Ebbene, l’Associazione Ehpa Basilicata, ha inoltrato un esposto ai Comuni di Tolve, Oppido Lucano, alla Procura della Repubblica di Potenza e alla Prefettura.

Vi raccontiamo cosa è accaduto nei mesi scorsi

Un esponente dell’Associazione, Giuseppe Fidanza, si reca sul cantiere e riscontra l’ennesima anomalia: il totem, intestato alla Società Terna, indica nel frontespizio il Comune di Tolve invece che il Comune di Oppido Lucano territorio in cui si svolgono i lavori. L’esponente fa notare agli addetti l’incongruenza i quali rispondono che avrebbero informato i responsabili del cantiere. In seguito ad un articolo da noi pubblicato, la ditta esecutrice cambia il Totem con l’intestazione del Comune di Oppido. Ma la vera anomalia riscontrata è la mancanza di alcuni riferimenti autorizzativi.

Prima

Terna Oppido
  e dopo   
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Pertanto, l’esponente dell’Associazione invita i Carabinieri a recarsi sul posto. Nel tardo pomeriggio del 26 gennaio arriva una volante della Tenenza di Acerenza. I militari prendono atto dell’anomalia segnalata, ma ritengono di non poter fermare i lavori, invitando il signor Fidanza ad inoltrare formale denuncia. Strano vero? Se ti trovano senza patente ti sequestrano l’automobile, se lavori senza autorizzazioni ti fanno proseguire.

Un passo indietro

Occorre precisare che sullo stesso posto a maggio 2017, erano già intervenuti i Carabinieri di Oppido Lucano quando viene chiamata in causa la ditta esecutrice dei lavori, la stessa di allora, gennaio 2022, a cui viene chiesta la documentazione tecnica di progetto, compreso lo studio di impatto ambientale (SIA) e la valutazione di impatto ambientale (VIA), documentazione che dichiararono di avere nel fascicolo.

Tuttavia, nel gennaio 2017 gli amministratori del Comune di Tolve dichiarano che l’elettrodotto Trasversale Lucana di Terna, nel tracciato che parte da Contrada Pozzillo a Tolve e arriva fino a Contrada San Francesco di Oppido, è privo di SIA e VIA, così come si rilevava dal progetto depositato negli uffici di quel Comune.

Agli inizi di giugno 2018 il Comune di Tolve e il Comune di Oppido L., su precisa segnalazione, sospendono i lavori abusivi di realizzazione del secondo elettrodotto a 150 kW della Trasversale Lucana di Terna, poiché avviati successivamente al 12 marzo 2018, data di scadenza dell’autorizzazione unica regionale.

Contestualmente era in corso un giudizio civile contro Terna, al Tribunale di Potenza, in quella sede dichiarano che l’opera era già stata realizzata. Terna vince appellandosi alla competenza esclusiva, sui loro lavori, del Tar del Lazio, ma fa ricorso al Tar Basilicata contro i Comuni di Tolve e Oppido e contro la Regione Basilicata pretendendo una improcedibile proroga dell’autorizzazione: proroga prima negata e poi concessa, nonostante la Regione avesse proposto una reiterazione di procedura VIA forse perché consapevole delle lacune documentali pregresse.

Insomma è inverosimile che la società Terna possa operare senza SIA (Studio di impatto ambientale) e senza VIA (Valutazione di impatto ambientale) ai sensi della normativa prevista dal TU 152/2006, da cui scaturisce il giudizio di compatibilità ambientale dell’opera Trasversale Lucana, autorizzata con DGR 279 marzo 2013.

In relazione alla ennesima proroga concessa dalla Regione Basilicata per il completamento della Trasversale Lucana, bisogna sottolineare quanto chiarito da autorevole giurisprudenza: “il provvedimento di proroga dovrà necessariamente intervenire prima della scadenza dell’atto a pena di inesistenza dello stesso…poiché, quale atto avente l’effetto di estendere il termine di efficacia di un provvedimento amministrativo, deve a questo collegarsi senza vuoti temporali ed intervenire dunque nella vigenza ed efficacia dell’atto su cui si salda, costituendo con questo un unicum temporale”.

In riferimento al DPR 327 “Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, questo dispone all’art. 13 che l’Autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell’opera può disporre la proroga dei termini previsti dai commi 3 e 4 per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni. La proroga può essere disposta, anche d’ufficio, prima della scadenza del termine e per un periodo di tempo che non supera i due anni”. Pertanto è stabilita per legge in modo analogico la modalità e la tempistica di qualsiasi proroga proponibile.

Inoltre, scaduti i 5 anni di pubblica utilità, il 12 marzo 2018, e non essendo stati emessi entro tale data i decreti di asservimento-esproprio, si riscontra l’occupazione illegittima dei fondi agricoli ai fini degli asservimenti-espropri e, non essendo stata attivato l’elettrodotto Vaglio-Oppido Lucano, in proprio si richiede il ripristino dello stato dei luoghi nei terreni interessati dai lavori dell’infrastruttura elettrica.

Che cosa potevano fare i Comuni di Oppido Lucano e Tolve?

Lo leggiamo nell’esposto. “La vigilanza sull’esecuzione dei lavori di realizzazione degli impianti FER (Fonti di Energie Rinnovabili) compete al Comune, ai sensi dell’art. 27 del D.P.R. 380/2001 (L. 47/1998, art.4; D.lgs. 267/2000, artt. 107 e 109) per assicurare la rispondenza alla normativa edilizia e urbanistica applicabile alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi e per tutto ciò che ne consegue: vale a dire che se il responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune, che conosce il territorio, non trova rispondenza delle opere FER al P.R.G. deve per legge segnalare eventuali abusi, essendo titolare della posizione di garanzia del proprio ufficio e, come tale, risponde dell’illecita attività posta in essere anche in base al fondamentale principio del rapporto di causalità fissato dall’art. 40 c.p. (non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo).”

Nel regolamento urbanistico del Comune di Oppido L., art. 53.2 “Uso infrastrutturale e tecnologico” del territorio, viene espressamente specificato che si tratta di impianti per la tutela ambientale e la produzione di energia. “Essendo questa tipologia, obsoleta (anni ’70) di doppio elettrodotto parallelo ad alta tensione, un’infrastruttura di smistamento di energia elettrica e non opera produttiva, non è conforme al PRG e non tutela affatto l’ambiente, anzi lo danneggia e lo rende insicuro per gli operatori agricoli che in prossimità di essi non possono sostare per più di 4 ore in assenza di umidità.” Insomma, si vada a verificare tutto quanto qui scritto.

Due pesi e due misure: lucani figli di un Dio minore

Altrove, nell’altra Italia, Terna propone e realizza soluzioni innovative a basso impatto ambientale. Dei due elettrodotti della Trasversale Lucana, ne sarebbe bastato uno solo, fatto bene, con le strutture di sostegno monotubo e con doppie terne elettriche ottimizzate, al fine di ridurre i campi elettromagnetici. Ma poiché per Terna “i Lucani sono figli di un Dio minore”, qui ci rifilano roba vecchia e obsoleta.

Terna altrove dismette questa tipologia di elettrodotto e in Basilicata viene a realizzarlo. Perché sul Moltone di Tolve, la trasversale è a doppia terna con un solo elettrodotto e nelle migliori zone agricole ci sono due elettrodotti? Perché mancano il SIA e la VIA, probabilmente. Anche tecnici della Regione hanno ammesso che certe idiozie sono rimediabili cambiando il modulo costruttivo. Ma tant’è. Per esempio il modello in foto è il fiore all’occhiello di Terna per le regioni dell’Italia del nord, ma non per la nostra regione, seppure compatibile con il Piear della Basilicata. Ieri è stato inoltrato un altro ricorso circostanziato sugli abusi di Terna Spa, nella speranza che qualcuno finalmente faccia applicare la legge.

Questo documento Terna è del 2010, e dimostra che la Trasversale Lucana, autorizzata nel 2013, si poteva realizzare con un solo elettrodotto a doppia terna ottimizzata

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La consacrazione del delitto ambientale di Terna spa: i tralicci in cima alla montagna del Moltone a Tolve che la Regione aveva detto di eliminare

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I tracciati misteriosi

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Il modello utilizzato altrove 

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  non in Basilicata 
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In queste altre foto la documentazione visiva di quanto raccontato 
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