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Trasporto emodializzati, in Basilicata “problema infinito”

Aned: L'Asp anziché prendere in carico questi malati, scarica su di essi ogni problema

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’Aned Basilicata sul trasporto degli emodializzati.

“La notizia che il servizio di trasporto degli emodializzati in trattamento presso i centri dialisi di Matera e Tinchi, da lunedì 16 maggio sarà regolarmente erogato dalle ditte alle quali l’azienda sanitaria di Matera ne aveva affidato la gestione, ci tranquillizza e rasserena i pazienti e le loro famiglie. Sappiamo, però, che sulla questione trasporti occorre vigilare con la massima attenzione.

Appena ricevuta la comunicazione, mercoledì 11/5/2022 alle ore 21:07, che, da lunedì 16 maggio sarebbe stato bloccato il servizio di trasporto dei pazienti, a causa del mancato pagamento delle spettanze economiche avanzate dalle ditte nei confronti dell’azienda sanitaria di Matera, ci siamo subito attivati.

Giovedì 12 maggio abbiamo presentato un esposto urgente al Ministro della Salute, al Prefetto di Matera, al presidente e all’Assessore alla Sanità della Regione Basilicata, al Direttore generale del dipartimento sanità regionale e alla direzione strategica dell’azienda sanitaria di Matera, invitandoli a intervenire tempestivamente a tutela dei pazienti e dei lavoratori delle ditte di trasporto, ritenendo i vertici dell’ASM direttamente responsabili di ogni conseguenza sanitaria, penale e civile, pronti a presentare una denuncia alle autorità giudiziarie competenti qualora i dializzati fossero stati lasciati a casa e non avessero potuto sottoporsi alla terapia salvavita.

Ricordiamo nuovamente che il rimborso delle spese di trasporto dei dializzati da casa al centro dialisi e viceversa è da considerarsi prestazione sanitaria a tutti gli effetti, che deve essere garantito a tutti i pazienti in dialisi a completamento della terapia dialitica, totalmente a carico del SSN, riconosciuto dai LEA 2001 e dall’art. 55 dei LEA 2017 nonché disciplinato dall’articolo 33 Legge Regionale 30 dicembre 2009, n. 42 e dalla delibera di giunta regionale n. 1450 del 16/09/2008.

Inoltre la condizione di paziente affetto da uremia terminale in trattamento dialitico è ritenuta produttiva di uno stato di handicap che assume la connotazione di gravità così come definita dal comma 3 dell’articolo 3 della Legge 104/92 (circolare Ministero della Sanità del 17/11/1998).

Il servizio di trasporto eseguito dalle ditte private nella provincia di Matera è molto apprezzato dai pazienti, soprattutto da coloro che non sono in grado autonomamente di raggiungere il centro dialisi di riferimento e/o non hanno un familiare disponibile che li possa accompagnare né sono nelle condizioni economiche di poter anticipare somme ingenti ai noleggiatori privati. Si tratta di un servizio essenziale e vitale, che ha funzionato bene in questi anni e ha sollevato i pazienti da diversi problemi come quello di dover cercare ditte affidabili per il trasporto e reperire le risorse necessarie per il pagamento del servizio. Fra l’altro, è una procedura perfettamente in linea con quanto recita il comma 2, lettera e) dell’art. 33 Legge Regionale 30 dicembre 2009, n. 42: “le Aziende Sanitarie Locali sono autorizzate, qualora il numero dei pazienti lo consenta, a stipulare direttamente contratti di noleggio per il trasporto collettivo degli stessi dal domicilio al centro dialisi, ovvero a mettere a disposizione degli stessi mezzi propri per il trasporto collettivo”.

Ciò nonostante, l’azienda sanitaria di Matera con delibera n. 284 del 10/5/2022 ha letteralmente modificato i termini del servizio, adottando le stesse deliberazioni risalenti al 2010, approvate dall’azienda sanitaria di Potenza, contro le quali ANED ha ripetute volte segnalato le storture create in questi 12 anni da tali provvedimenti ed evidenziate ulteriormente in incontri diretti avuti proprio lunedì 9 maggio scorso sia con il Direttore sanitario dell’ASP, D’Angola, sia con il Direttore del dipartimento sanità regionale, Tripaldi, e con l’Assessore regionale alla Salute, Fanelli.

Quali sono le storture di cui parliamo? Per brevità le riassumiamo in pochi punti.

Nel territorio dell’ASP molti emodializzati non autosufficienti e/o non in grado di raggiungere autonomamente il centro dialisi e/o in assenza di un familiare che li possa accompagnare, devono necessariamente rivolgersi alle ditte private di trasporto con l’accortezza di scegliere quelle che praticano prezzi inferiori ai limiti imposti dall’ASL. In sostanza l’ASP anziché prendere in carico questi malati, scarica su di essi ogni problema con la conseguenza che: 1. in alcuni casi il paziente anticipa il costo del noleggiatore privato ricevendo dall’ASL un rimborso inferiore all’importo pagato oppure la ditta presenta la fattura agli uffici amministrativi, riceve direttamente il rimborso e richiede al paziente la differenza tra la tariffa applicata e l’ammontare del rimborso; 2. in altri casi il paziente, spesso anziano, solo e in condizioni di fragilità marcate, si affida a una ditta qualsiasi la quale, purtroppo, non è nelle condizioni di fatturare la spesa sostenuta. Il paziente, allora, riceve un rimborso pari ad 1/5 del costo della benzina per ogni km. percorso, largamente insufficiente; 3. talvolta le famiglie dei pazienti non autosufficienti hanno dovuto sostenere il costo elevato del trasporto in ambulanza, senza ricevere nessun rimborso, perché, purtroppo, non erano a conoscenza delle leggi vigenti in materia; 4. qualche dializzato, positivo al Covid-19, ha dovuto anticipare somme ingenti per essere trasportato pressi i centri dialisi di Matera o di Potenza, gli unici autorizzati al trattamento di questi pazienti, proprio per la diversa modalità del trasporto stesso.

Cosa succede ai pazienti che non hanno le possibilità economiche per sopportare spese così rilevanti? All’Assessore Fanelli abbiamo presentato la Carta del Diritto al trasporto dei dializzati, proponendo una soluzione semplice e di buon senso: le aziende sanitarie di Matera e Potenza prendono in carico il malato, provvedono a fornirgli, oltre ai vari adempimenti più propriamente sanitari, anche il servizio di trasporto tra il suo domicilio e quello del centro dialisi e ritorno, individuano le ditte di trasporto economicamente più vantaggiose e con dotazioni appropriate, instaurano con esse rapporti economici e di convenzione liberando il paziente da ogni incombenza. Ci auguriamo che l’Assessore Fanelli, con un suo provvedimento, metta ordine in questa delicata materia. Donato Andrisani, segretario Aned Basilicata 

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