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Un’orribile giornata in ospedale: scambio di analisi e paziente “abbandonato”

La storia di un uomo che dopo una caduta viene portato al Pronto soccorso dell'ospedale di Policoro

“Una giornata in ospedale tra scambio di analisi e inumanità”. La riassume così, Roberto (nome di fantasia per il diritto alla riservatezza), la storia di suo padre 90enne che l’8 aprile scorso a seguito di una caduta, soccorso dal personale del 118, veniva ricoverato in ospedale a Policoro alle 9.30 circa.

“Ovviamente per la normativa covid-racconta il figlio- io non sono potuto entrare quindi mi sono rimasto ad attendere nella sala antistante il pronto soccorso. Da quel momento e fino alle 18:00, quando il medico di turno mi ha chiamato per avvisarmi che lo avrebbero dimesso, non ho avuto più notizie di mio padre. Il medico all’atto della dimissione mi ha informato che a seguito della caduta mio padre aveva riportato la lesione delle vertebre L1 e L2 e mi ha consegnato le analisi del sangue, da loro effettuate, che presentavano un grave problema relativamente alla creatinina.

Poi, -prosegue l’uomo- quando mio padre è uscito, una scena a dir poco pietosa: arriva con il pannolone messo alla men peggio e le gambe tutte bagnate. A quel punto gli chiedo cosa fosse successo e lui mi risponde ‘ho fatto la pipì’, infatti dall’odore sgradevole e dal colore era chiaro che si trattava di urina. Ora mi domando, di tutti gli infermieri, medici e operatori sanitari che in qualche modo hanno avuto a che fare con lui nessuno si è accorto della situazione in cui versava per poter provvedere a fargli cambiare il pannolone?”

“A quel punto -aggiunge Roberto- ho chiesto a mio padre se avesse mangiato qualcosa e lui mi ha risposto che non gli avevano dato niente, nemmeno un bicchiere d’acqua e che lo avevano portato sopra e sotto lasciandolo per ore sulla barella anche da solo”.

L’uomo dunque riporta a casa il padre con un’ambulanza privata e decide di “programmare nuove analisi visto che i valori riscontrati in quelle fatte all’ospedale erano alti e lui non li aveva mai avuti così”.

E qui la sorpresa. “Come per magia dai nuovi accertamenti, effettuati all’ospedale di Tinchi -Pisticci, i valori erano perfettamente nella norma, soprattutto la creatinina”. A quel punto il figlio mette a confronto i risultati delle due diverse analisi e si accorge che quelle consegnategli dal medico dell’ospedale erano di un’altra persona.

E’ ingiusto per un uomo di 90 anni essere trattato in questo modo. Non è accettabile, -conclude Roberto-per questo stiamo valutando se procedere legalmente per riportare l’attenzione sulla necessità di intervenire, ognuno per la propria parte, affinché queste cose non accadano più”. La segnalazione di quanto accaduto a suo padre,  il signor Roberto l’ha inviata al Ministero della Salute e alla Direzione generale dell’Azienda sanitaria di Matera.

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