Quantcast

Sanità, anziana donna da cinque mesi senza sostegno economico per la dialisi

La figlia ha provato a chiedere lumi, ma “ai numeri dei Dipartimenti regionali non risponde più nessuno”. L'amarezza: "devo far morire mia madre?"

“E’ mai possibile che in questa regione, politici e dirigenti sono bravi solo a fare riunioni inutili, ma non riescono a risolvere il problema concreto di un’anziana malata”. E’ disperata e ne ha tutti i motivi, la signora Obritescu, che vive a Venosa (Potenza) ormai da tanti anni, e che assiste l’anziana madre, Dochita, cieca, diabetica e in dialisi dal 2017. La storia che racconta grida allo scandalo per la “totale indifferenza” degli uffici regionali incapaci di sbloccare, da 5 mesi a questa parte, quelle “briciole” di sostegno economico dovute ad un malato dializzato.

La storia “Mia madre prende ogni mese 240 euro di fondi destinati ai malati in dialisi, più 150 euro di bonus carburante per poter raggiungere da Venosa, l’ospedale di Rionero, dove, da quando è arrivato il covid, si recano i malati in dialisi del Vulture Alto Bradano”. Ma il fatto assurdo è che “mia madre da fine dicembre non prende più gli aiuti (240 euro) e da tre mesi neanche il bonus carburante per raggiungere l’ospedale di Rionero dove andiamo tre volte la settimana per le terapie”.

“Ai numeri della Regione non risponde nessuno” “Viviamo nella povertà”, ci racconta con grande dignità la signora Obritescu, di origini rumene ma ormai in Italia da oltre 20 anni. “Non so se anche gli altri malati in dialisi della zona hanno lo stesso problema, ma per noi in questo momento è diventato complicatissimo sopravvivere. Quei pochi soldi, per lo più dovuti, erano ossigeno per noi. E invece da alcuni mesi, sul conto si mia madre non arriva più niente”. Obritescu ha provato a chiedere lumi, ma “ai numeri dei Dipartimenti regionali a cui in genere prima mi rispondevano, quando c’erano piccoli ritardi nei pagamenti, da alcuni mesi non risponde più nessuno”. Così, aggiunge, “ci si sente disperati e abbandonati a noi stessi”. Le ha provate tutte per avere delucidazioni. Ma niente.

“Manca il ragioniere” Dopo aver passato in rassegna anche i numeri utili dell’Azienda sanitaria, ha fatto un passaggio al Distretto sanitario. “Credo che fosse il Distretto di Rionero – racconta con disappunto – Una persone mi ha detto che in effetti per dare il via libera al bonifico per mia madre, c’era un problema col ragioniere a Potenza, credo parlasse della persona deputata a sbloccare le somme da elargire”. La malcapitata non poteva crederci. “Ad oggi non ho ancora capito di quale ragioniere si trattasse, non so se fanno sul serio, o è solo un modo per guadagnare tempo”. E nel frattempo, aggiunge, “io non lavoro e alla mia età è anche difficile trovarne uno. Come si fa. Sono disperata!”.

E intanto a Venosa, ancora niente dialisi. Alla fine dello scorso anno, alla presenza dell’allora assessore regionale alla Sanità, veniva annunciata “la ripartenza di alcuni reparti chiusi all’ospedale S. Francesco (Venosa) a causa del Covid”. A sentire i toni di quell’incontro tutto sarebbe ripartito in fretta. “E invece nonostante i numerosi appelli della nostra sindaca Iovanni – afferma la donna – i malati di dialisi sono ancora costretti a doversi spostare tre volte la settimana in direzione Rionero, con una strada semi franata e tempi lunghissimi”. Sventura nella sventura. “A Rionero ci dobbiamo andare perché la dialisi non si può saltare, ma nel frattempo da tre mesi, dal Servizio sanitario regionale, non ci viene neanche rimborsato il carburante (150 euro). Ma uno che è già povero di suo cosa deve fare – conclude amara – Io cosa dovrei fare, dovrei negare il servizio e farla morire, mia madre?”. Un interrogativo, il suo, che lascia sgomenti. Vigileremo. E se la questione non sarà risolta a breve, torneremo a parlarne.