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Buono asili nido: primo passo importante per settore dell’educazione 0-6

Il contributo economico sarà calcolato in base all’ISEE del nucleo familiare, alla presenza di altri minori e di persone con disabilità

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Apprezzamento è stato espresso da Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, Vincenzo Giuliano, nei riguardi dell’assessore alla Salute e alle Politiche della Persona, Francesco Fanelli, per aver condotto l’approvazione in Giunta Regionale dell’Avviso Pubblico per il sostegno ai servizi di asili nido relativamente all’Anno Educativo 2021-2022.

L’Avviso prevede l’erogazione di un sostegno economico a beneficio di famiglie con minori, di età compresa tra 0 e 36 mesi, del valore massimo di 3.600 euro e dà la possibilità ai genitori di accedere con maggiore facilità ai servizi dedicati al benessere dei bambini e delle loro famiglie.

Il contributo economico sarà calcolato in base all’ISEE del nucleo familiare, alla presenza di altri minori e di persone con disabilità e altri fattori, per cui sarà stilata una graduatoria che terrà conto anche di indicatori di fragilità economica e sociale dei richiedenti. Un provvedimento che va nella direzione auspicata da tempo dal Garante di dare gratuitamente i servi zi alla prima infanzia a tutti i bambini compresi nella fascia 0 – 6. A ciò bisogna aggiungere e porre rimedio anche al fatto che in tantissimi comuni lucani è impossibile far frequentare un asilo nido, una sezione primavera, la scuola dell’infanzia per l’assenza di poli educativi 0-3 e 0-6 in questi territori.

Ecco perché, continua Giuliano, occorre un progetto organico per poter far nascere poli di Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 in Basilicata, in grado di garantire a tutte le bambine e i bambini, dalla nascita ai sei anni, pari opportunità di sviluppare le proprie potenzialità di relazione, autonomia, creatività e apprendimento per superare disuguaglianze, barriere territoriali, economiche, etniche e culturali (Decreto legislativo 65 del 2017).

Il Sistema 0-6 anni è di un’importanza cruciale, in quanto mira a: promuovere la continuità del percorso educativo e scolastico; ridurre gli svantaggi culturali, sociali e relazionali promuovendo la piena inclusione di tutti i bambini e rispettando e accogliendo tutte le forme di diversità; sostenere la primaria funzione educativa delle famiglie; favorire la conciliazione tra i tempi di lavoro dei genitori e la cura dei bambini; promuovere la qualità dell’offerta educativa anche attraverso la qualificazione universitaria (è istituita una laurea in Scienze dell’educazione a indirizzo specifico) del personale educativo e docente, la formazione in servizio e il coordinamento pedagogico; agevolare la frequenza dei servizi educativi.

Il Sistema 0-6 comprende: i servizi educativi per l’infanzia, gestiti dagli Enti locali, direttamente o attraverso la stipula di convenzioni, da altri enti pubblici o dai privati, articolati in: nidi e micronidi, che accolgono i bambini tra i 3 e i 36 mesi e hanno orari di apertura, capacità ricettiva, modalità di funzionamento, costi delle rette diversi da Comune a Comune (di solito assicurano il pasto e il riposo); sezioni primavera, che accolgono i bambini tra i 24 e i 36 mesi e sono aggregate alle scuole dell’infanzia statali o paritarie o ai nidi; servizi integrativi, con un’organizzazione molto flessibile e modalità di funzionamento diversificate. Si distinguono in: spazi gioco per bambini da 12 a 36 mesi, privi di servizio mensa, con frequenza flessibile fino a un massimo di 5 ore giornaliere; centri per bambini e famiglie che accolgono bambini dai primi mesi di vita insieme a un adulto accompagnatore, privi di servizio mensa, con frequenza flessibile; servizi educativi in contesto domiciliare per un numero ridotto di bambini da 3 a 36 mesi; le scuole dell’infanzia, che possono essere statali o paritarie a gestione pubblica o privata. I Poli per l’infanzia: vera novità del decreto legislativo 65 del 2017, che accolgono in un unico edificio o in edifici vicini strutture sia del segmento 0-3 sia del segmento 3-6 per un migliore utilizzo delle risorse attraverso la condivisione di servizi, spazi e risorse.

La Basilicata ad oggi, conclude Giuliano, si presenta molto povera di situazioni educative rispondenti alle avanguardie poste in essere dalla decreto legislativo 65/2017: a malapena sono presenti asili nido, sezioni primavera e scuole dell’infanzia, pubbliche e paritarie. Bisogna fare un ulteriore sforzo in futuro per allargare anche nella nostra Regione il panorama delle prospettive educative per questa importante fascia d’età, nella quale il cervello estremamente plastico dei bambini deve assolutamente ricevere l’arricchimento necessario per uno sviluppo ottimale, che li preservera’ da futuri disturbi psicologici, fisici, sociali, emozionali, dell’apprendimento. Investire nella fascia 0-6 significa investire nella nuova generazione, dando a questi bambini tutti gli strumenti necessari ad una crescita sana.

E il Pnrr è un’occasione irripetibile. Per questo il Garante ha elaborato, con il suo Tavolo tecnico, e consegnato allo staff del Presidente Bardi, un documento a riguardo dal titolo: L’educazione è il vero motore del cambiamento.

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