Emergenza siccità, si va verso il razionamento dell’acqua

"La situazione è delicata", ha detto il ministro delle Politiche Agricole. Mercoledì le Regioni chiederanno al Governo la dichiarazione dello Stato di emergenza per la siccità. L'Osservatorio sul Po propone una diminuzione dei prelievi ma proseguire con l'irrigazione. Basilicata al 55% di vulnerabilità

“La situazione è delicata, presto ci aggiorneremo a livello politico”, ha dichiarato il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli. “Nelle prossime ore ci sarà un importante incontro tra i capi di gabinetto di tutti i ministeri coinvolti: Mipaaf, Mite, Mef, Affari Regionali. Poi ci aggiorneremo a livello politico, la situazione è delicata”. Al tavolo, coordinato dal sottosegretario Roberto Garofoli, i capi di gabinetto e capi dipartimento dei ministeri dell’Agricoltura, della Transizione ecologica, della Mobilità sostenibile, dello Sviluppo economico, dell’Economia e degli Affari Regionali. Alla riunione, in Sala Verde, è presente anche il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

Mercoledì 22 giugno le Regioni chiederanno al Governo la dichiarazione dello Stato di emergenza per la siccità, allo scopo di dare priorità all’uso umano e agricolo della risorsa idrica, e di mettere a disposizione risorse, anche del Pnrr, per creare nuovi invasi.

Intanto, secondo l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, circa il 70% della superficie della Sicilia presenta un grado medio-alto di vulnerabilità ambientale. Seguono Molise (58%), Puglia (57%), Basilicata (55%). Sei regioni (Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania) presentano una percentuale di territorio a rischio desertificazione, compresa fra il 30% e il 50%, mentre altre 7 (Calabria, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Veneto e Piemonte) sono fra il 10% ed il 25%.