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Ordine infermieri Potenza, “ingiustificato aumento tassa di iscrizione”

L'appello di un infermiere dell'Ospedale San Carlo

Di seguito la nota di un infermiere dell’ospedale San Carlo di Potenza sull’aumento della tassa di iscrizione all’Ordine.

“Sull’aumento della tassa di iscrizione all’Ordine delle professioni infermieristiche di Potenza, occorre fare chiarezza. Lo dico non come Presidente della Commissione d’albo ma come semplice infermiere iscritto all’Opi. Il Presidente ed il direttivo, nella sua interezza, continuano a non dire la verità sull’aumento della tassa annuale di iscrizione all’ordine delle professioni infermieristiche. Basta leggere i bilanci consuntivi 2020 e 2021 e il bilancio preventivo 2022, che sono pubblicati sul sito dell’Opi di Potenza, per capire che i conti non tornano. Il bilancio 2021, per essere chiari, si è chiuso con un attivo importante, addirittura con circa 30.000 euro in più rispetto al bilancio del 2020; non si capisce come mai, a fronte di un bilancio sano e che ammonta a euro 185.834, si chieda uno sforzo economico ai tesserati per affrontare spese future che possono essere gestite con i soldi presenti in cassa.

Come da me esplicitato nell’assemblea dell’ordine dello scorso 3 giugno, la ristrutturazione del locale, che a dire del direttivo e del presidente giustificherebbe l’aumento della quota, rappresenta una spesa inutile e troppo onerosa per un locale ad uso commerciale, con spesa di circa 40.000 euro. Fa piacere sapere che la sollecitazione è stata accolta favorevolmente e che per adesso, stando alle parole del Presidente, è stata bloccata la ristrutturazione della sede prevedendo in futuro un’assemblea degli iscritti per decidere se ristrutturare l’attuale sede dell’ordine o se venderla e acquistarne una nuova. In virtù di questa decisione presa non si capisce il perché di questo aumento della tassa annuale. E ancora, con spese straordinarie da affrontare come la sanatoria per oneri di urbanizzazione e il pagamento delle tasse relative al 2020 che – sommandole – ammontano a circa 30000 euro, rientranti nel capitolo di spese straordinarie che possono essere tranquillamente affrontate utilizzando l’avanzo di bilancio dell’anno 2021, si chieda di aumentare la quota annuale.

Non si comprende nemmeno il senso delle dichiarazioni a mezzo stampa del Presidente Provinciale dell’Opi, che definisce l’utilizzo dei fonti giacenti “un’operazione scorretta dal punto di vista contabile”, ma di sicuro si evince una scorrettezza nei confronti degli infermieri che si ritrovano a pagare un aumento della tassa annuale d’iscrizione all’ordine, a mio parere ingiustificata, soprattutto in questo momento di difficoltà economica che tutti stiamo vivendo. Le conseguenze di questa scelta sono visibili ad occhio nudo, basti vedere la scarsa presenza all’assemblea pubblica, tenutasi lo scorso 3 giugno presso l’auditorium dell’A.O.R. San Carlo, per capire e soprattutto interrogarsi sul perché erano presenti circa 20 infermieri – compreso tutto il direttivo – su più di 3500 iscritti. Il mio accorato appello al Presidente e a tutto il Direttivo è di rivedere la quota di iscrizione in vista della scadenza fissata al 30 giugno e di riportarla a quella degli anni precedenti. Un gesto che vale anche come premio per tutti gli infermieri che si sono ben distinti nell’emergenza pandemica. Gerardo Sarli infermiere A.O.R. San Carlo