Incontro inaspettato in dimensioni parallele

Dialogo immaginario con Pier Paolo Pasolini

Il 5 marzo scorso, ero particolarmente angosciata, avevo bisogno di evadere in un luogo che mi ricaricasse di energia e così decisi di andare a Maratea, percorrendo la litoranea del golfo di Policastro. Ero ansiosa di arrivare al Cristo e di immergermi nella bellezza della costa, allontanando ogni pensiero, ma il mio andare fu rallentato da un’anacronistica 1100 che procedeva in modo lento e incerto. Finalmente, si fermò in una piazzola, l’uomo alla guida scese e si mise a fissare il mare. Ebbi un attimo di confusione, mi colpì il suo abbigliamento anni’70 e gli occhiali spessi. Istintivamente, arrestai la mia auto, non potevo crederci sembrava proprio lui, PPP, stavo delirando? Forse, ma volli crederci.

Maestro, ma è proprio Lei?

“Non si avvicini, stia lontano per favore. Sì, sono Pasolini, per i miei 100 anni, ho avuto un permesso speciale per rivivere il mio meraviglioso viaggio del ’59 e sono tornato qui su questa “costa tremenda, mai vista tanta perfezione”

Posso farLe qualche domanda?

“Sì, ma ho poco tempo”

Riconosce la Basilicata che ha tanto amato?

“No, tutto il Sud ha perso la sua autenticità, era la mia macchina del tempo, adesso è un posto qualsiasi, salvo qualche eccezione. Negli Scritti Corsari e nelle Lettere Luterane sono raccolti i miei articoli da cui emerge l’analisi e la trasformazione degli anni ‘60, sotto l’aspetto politico-sociologico, è passato oltre mezzo secolo ed è sconcertante l’attualità di quelle riflessioni. Si continua a puntare ad uno sviluppo senza progresso. Lo sviluppo è un fatto pragmatico e concreto, il progresso, invece, un fatto sociale e politico da cui l’umanità dovrebbe trarre anche un’emancipazione morale della propria esistenza, nessun processo di modernizzazione dovrebbe sottovalutare lo stretto legame tra questi due concetti, ma, paradossalmente, tutto si ripete”

Ritiene che la classe politico-dirigenziale italiana sia consapevole che sta commettendo gli stessi errori fatti nel periodo del boom economico degli anni ’60?

“Sì, ritengo che essa sia pienamente cosciente, esattamente, come lo erano i politici e i dirigenti di allora, ma quelli attuali sono doppiamente responsabili, in quanto hanno potuto prendere atto della drammaticità degli esiti, a medio-lungo termine di uno sciagurato agire in nome esclusivo dello sviluppo economico speculativo”

Cosa scriverebbe, adesso, del Sud che tanto lo ha ammaliato nel viaggio/reportage del 1959 per conoscere l’Italia costiera?

“Scriverei che sono ricomparse delle mega e innaturali lucciole rosse che squarciano lo sguardo verso il cielo stellato e che è stato impossibile civilizzare le multinazionali. -Il mondo rurale e i suoi simboli sono per sempre stati condannati all’oblio e alla morte, a causa di una speculazione che nessuno ha mai fermato”

Trova cambiato l’approccio dell’opinione pubblica rispetto alle questioni più spinose come il problema energetico?

“No, è prevalente l’omologazione culturale che induce ad un unico e imposto modello di pensiero e di comportamento consumistico e ciò a causa di una manipolazione delle coscienze da parte di chi ha il potere dell’informazione”

Maestro, gioca ancora a pallone?

“Sì mi alleggerisce la tensione”

Quell’incontro inaspettato e misterioso finì molto presto, si congedò con classe, risalì nella sua auto e si allontanò, io mi diressi al Cristo e lo cercai sulla costa, ma non lo rividi più.

Porzia Fidanza

Pagina ispirata dalle “Lettere Luterane” e dagli “Scritti Corsari” di PPPasolini.