Nomina dg Arpab, “ancora una volta l’unico criterio adottato è l’appartenenza”

Scarano (Fp Cgil): "Deriva che sta portando la Basilicata in un arretramento pericoloso per il futuro del lavoro e per la tutela dell’ambiente"

La Fp Cgil con una nota interviene sulla nomina del nuovo direttore generale dell’Arpab.

“L’ormai intempestiva nomina del nuovo direttore generale dell’Arpab suscita forti perplessità. Auspicavamo che l’inammissibile lasso di tempo decorso dalla scadenza dei termini relativi all’avviso fosse, quantomeno, indice di una verifica certosina dei requisiti richiesti, nella illusoria convinzione che si potesse finalmente garantire all’Arpab una guida di alto profilo tecnico. E invece ci ritroviamo a fare i conti con la medesima perversa dinamica che sta inviluppando la nostra regione, sbarrando di fatto la via al futuro di questo territorio: l’unico criterio che sta alla base delle nomine degli enti regionali strategici è quello dell’appartenenza, a discapito della competenza. Una deriva che sta portando la Basilicata in un arretramento pericoloso per il futuro del lavoro e per la tutela dell’ambiente.
Questo è il rilancio che si vuole fare dell’agenzia per l’ambiente? Questa è la nuova guida che dovrebbe garantire quel cambio di passo proprio nel momento storico nel quale la sostenibilità ambientale sembra essere l’unica via del rilancio economico?
L’Arpab fa parte del sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente, costituito con la legge 132 del 2016 da tutte le agenzie ambientali nazionali e dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Pertanto è necessario che il direttore abbia requisiti professionali tal da poter “figurare” come curriculum nell’anagrafe dei direttori generali delle agenzie, pubblicata nel sito internet dell’Ispra. Potrà legittimamente figurare tra questi anche il curriculum del dr Ramunno? Senza nulla togliere alla professionalità acquisita negli anni come geologo, per dirigere un ente pubblico come l’Arpab occorre esperienza nella gestione di risorse umane, strumentali e finanziarie, requisito espressamente richiesto dal bando.
Naturalmente ci riserviamo, come già in precedenza fatto, di verificarlo con accesso agli atti e di porre in essere le eventuali azioni conseguenti.
Ma non possiamo esimerci da una considerazione: non pare ci sia alcuna volontà da parte della Regione di rafforzare e dare nuovo slancio al suo braccio operativo nel campo della tutela e della prevenzione in ambito ambientale. Giuliana Pia Scarano Segretaria Generale Fp Cgil Potenza