Esuberi ITS San Nicola di Melfi, “la soluzione non sono gli ammortizzatori sociali”

Fit Cisl: "La Basilicata non può permettersi di avere altri 85 disoccupati"

Esuberi International Trading & Service di San Nicola di Melfi, la soluzione non può essere la Cassa integrazione. -Ad affermarlo è il segretario generale della Fit-Cisl di Basilicata Sebastiano Colucci. La Basilicata-prosegue il segretario- è una delle regioni con il tasso più alto di disoccupazione, e non può permettersi di avere altri 85 disoccupati e di perdere 85 posti di lavoro, come già accaduto per i 126 lavoratori del magazzino ex Auchan.

Una domanda sorge spontanea perché la Multilog che neanche 15 giorni fa in un tavolo regionale dichiarava di avere un contratto con Stellantis per tutto il 2023, ora si ritrova a gestire una frenetica disdetta a partire dal 6 agosto 2022, buttando in un burrone 85 famiglie. Non si può immaginare che la soluzione a questa emorragia possano essere gli ammortizzatori sociali che di fatto sono un palliativo per accompagnare la gente alla disoccupazione, una disoccupazione strutturale se consideriamo che in Basilicata un lavoratore che fuoriesce dal mondo del lavoro, difficilmente troverà una nuova occupazione.

Si deve ricercare una soluzione alternativa, -aggiunge Colucci-che può essere la riconversione dei lavoratori e delle aziende, incentivandole ad adattarsi ai nuovi cicli produttivi, per esempio l’idrogeno, il trattamento dei rifiuti, la trasformazione dei rifiuti, che ad oggi viene effettuata fuori Regione ad un prezzo elevatissimo per le Comunità locali. Bene i tavoli istituzionali, che però non devono rimanere semplicemente promesse, e chiacchiere, perché  i lavoratori non hanno bisogno di non veritiere promesse, ma hanno bisogno di lavoro e retribuzione, così da ristabilire anche la propria serenità familiare.

Noi come Fit Cisl di Basilicata siamo pronti a raccogliere la sfida, sicuri che non potranno essere i colossi come Stellantis a farci paura, perché quello che davvero ci fa paura e la disperazione delle famiglie lucane”.