Presente, passato, Pasolini: a Venosa e Grumento il tour dei Teatri di Pietra foto

In scena uno spettacolo dedicato all'intellettuale

Arriva in Basilicata il tour dei Teatri di Pietra 2022 che da giugno a settembre attraversa sei regioni (Lazio, Toscana, Basilicata, Campania, Sicilia, Liguria) portando lo spettacolo dal vivo in aree archeologiche e monumentali: il 6 agosto alle 21.00 nella chiesa del Convento di San Domenico a Venosa, e il 7 agosto, sempre alle 21.00, all’interno dell’area archeologica di Grumento Nova andrà in scena in scena Presente, Passato, Pasolini, (Mda Produzioni Danza, regia e coreografia Aurelio Gatti, costumi Marina Sciarelli Genovese, musiche da vivo di Marcello Fiorini; con Valeria Busdraghi, Carlotta Bruni, Elisa Carta Carosi, Paola Saribas, Matteo Gentiluomo, e Chiara Meschini, Gipeto, Sebastiano Tringali).

Ispirato alle opere di Pasolini “Pilade”, “Affabulazione”, “La Rabbia” e “La Divina Mimesis”, lo spettacolo è un progetto di danza, teatro e musica che racconta l’idea di un cambiamento sociale e culturale, e la visione complessa e poliedrica di Pasolini, intellettuale eclettico e libero, che ha vissuto immerso nelle contraddizioni del suo presente riuscendo con la stessa lucidità a leggere i segni di scenari futuri e a non distogliere mai l’attenzione dal passato, tanto da affermare: “La più grande attrazione di ognuno di noi è verso il Passato perché è l’unica cosa che conosciamo e amiamo veramente”.

“Nel nostro cartellone – spiegano gli organizzatori- trovano spazio le opere di Aristofane, Euripide, Plauto, Virgilio, ma anche di Giordano Bruno, Shakespeare, Verga, Pasolini e Gesualdo Bufalino; ciascuno contribuisce alla costruzione di un unico racconto che, attraverso le vicende di Enea, Didone, Medea o Prometeo esplora, con i linguaggi della danza, del teatro e della musica il nostro presente e racconta con lucidità l’uomo contemporaneo. La Rete è un progetto in continuo sviluppo e che in questi giorni vede l’adesione di nuove realtà, come la Liguria. Il nostro teatro nasce in primo luogo per offrire un’occasione in più di vivere il paesaggio e la storia attraverso i siti monumentali, ma soprattutto per fare del teatro antico (o dei luoghi dove si fa il teatro) lo spazio dell’incontro tra artisti e spettatori e della comunità che, nell’esperienza dello spettacolo dal vivo, si rinnova ogni volta.”