Anno scolastico: il messaggio agli studenti dell’Arcivescovo Salvatore Ligorio

"La Chiesa sarà dalla vostra parte ogni volta che rivendicherete più giustizia sociale, più solidarietà, ogni volta che denuncerete il clientelismo come metodo di governo e la raccomandazione come mezzo per trovare lavoro"

Cari ragazzi e giovani,

il vostro Vescovo vuole augurarvi un buon anno scolastico. Non si tratta di una formalità ma di un’esigenza che nasce dal cuore. Intendo comunicarvi — in nome del Vangelo – tutta la fiducia che la Chiesa nutre nei vostri confronti perché voi rappresentate veramente la speranza di una storia nuova per questa terra impregnata di troppa rassegnazione e di scarsa fiducia in sé e negli altri, dove si scambiano spesso per volontà di Dio situazioni che sono solo effetto di scelte degli uomini. La Basilicata sarà migliore se voi sarete migliori di noi adulti che vi abbiamo preceduti e non siamo stati capaci — ovviamente ognuno per il suo ruolo – di creare le condizioni per un futuro degno delle nuove generazioni. Mi rivolgo a voi in occasione dell’inizio delle lezioni perché il tempo di scuola è tempo di grazia e di opportunità. Nelle aule dove trascorrerete parte delle vostre giornate si gettano le fondamenta non solo per un umanesimo integrale, che considera la trascendenza come una dimensione fondamentale dell’uomo, ma anche per una società più giusta, fondata sulla dignità di ogni persona che trova nel bene comune le condizioni per la sua realizzazione. Il vostro vescovo vi invita pertanto a frequentare la scuola come luogo di dialogo, prima di tutto fra voi e poi con i professori che hanno il compito delicato e difficile di accompagnarvi nel percorso educativo ed, infine, in modo critico, con le correnti di pensiero che attraversano il nostro tempo, senza escludere un confronto sereno ed aperto col Vangelo, pena la totale incomprensione della nostra società. Il Vangelo non vi impone nulla, vi indica solo una proposta di soluzione per le domande di senso che interrogano sicuramente la vostra vita. Cari giovani, la Basilicata ha bisogno di voi perché voi sarete la nuova e, si spera migliore, classe dirigente. Pertanto vi esorto nel nome del Signore: fatevi sentire, dite la vostra sulla realtà che vivete e, se necessario, alzate la voce! Con Papa Francesco, aggiungo “siate protagonisti”! La Chiesa sarà dalla vostra parte ogni volta che, come disse San Giovanni Paolo II durante la sua visita in Basilicata nel 1991, rivendicherete più giustizia sociale, più solidarietà, ogni volta che denuncerete il clientelismo come metodo di governo e la raccomandazione come mezzo per trovare lavoro.