Basilicata. Il “mercato nero” del consenso elettorale

Le dinamiche del voto nelle zone grigie del potere

In questa campagna elettorale di posatori e smemorati dei partiti che hanno gestito e gestiscono la cosa pubblica in Basilicata c’è un’area grigia che va fatta emergere: l’area mercantile della compravendita del consenso elettorale. Un mercato zonale con stand montati all’occorrenza e con magazzini di stoccaggio del voto in attività da decenni: Collina Materana e Tempa Rossa. Non diverso il meccanismo di filiera politica-imprese-appalti nell’indotto petrolifero della Val d’Agri, di cui ci occuperemo prossimamente.

Le zone grigie del consenso elettorale

Le zone di cui parliamo oggi sono la Collina Materana e il territorio dei Comuni della concessione petrolifera Total-Tempa Rossa. Il “sistema perfetto” che agisce nel territorio della Collina Materana lo abbiamo già descritto in altre occasioni. In alcuni casi abbiamo segnalato in anticipo gli aggiudicatari di alcune gare pubbliche e private (Total). Insomma, i magazzini di stoccaggio da quelle parti sono iperattivi da mesi. Non mancano le difficoltà e gli imbarazzi.

Chissà per quale ragione la gara per la raccolta e gestione di rifiuti solidi urbani nei Comuni aderenti alla Centrale Unica di Committenza (Accettura, Cirigliano, Gorgoglione, Oliveto Lucano, San Mauro Forte, Tricarico e Stigliano ente capofila) è al palo da mesi, dopo diversi rinvii della pubblicazione.  Cinque milioni di euro da aggiudicare all’impresa che in un nostro articolo avevamo, ancora una volta, ipotizzato in anticipo: la stessa che lavora in proroga in attesa di nuova aggiudicazione. Pubblicata il 4 aprile 2022, scadenza 19 maggio 2022, l’apertura della busta “offerta economica”, avviene il 5 agosto 2022. Stiamo aspettando con ansia.

Non sarà questo il caso, ma capita che la politica decida i tempi delle procedure di gara, compresa la data di pubblicazione, in base a calcoli di convenienza che nulla hanno a che fare con l’interesse pubblico. Da queste parti, inoltre, appaiono strani i ribassi: sempre tra l’1 e il 5% massimo. Ricordiamo la faccenda del Comune di Craco il quale appena ha aderito alla Cuc della Collina Materana ha registrato una netta variazione dei ribassi offerti dalle imprese concorrenti agli appalti: dal 17, 18, 25, fino al 33%, si è passati all’1,35% – 2,2%. Variazione registrata almeno nelle 4 gare da noi analizzate, tra il 2021 e il 2022. Qualcosa non funziona. La nostra ipotesi è che ci sia un gioco delle parti tra funzionari, esponenti politici e imprese: soldi e consenso elettorale.

Il punto della situazione nel sistema intorno a Tempa Rossa

Delle vicende di questo territorio ci siamo occupati spesso con inchieste ed editoriali e ci sembra opportuno fare il punto della situazione adesso che la competizione per la conquista di un seggio in Parlamento si fa sempre più aspra. Voti e appalti, assunzioni e fatturati, imprese e politica di questi tempi si muovono all’unisono. La sintesi della nostra interpretazione è che qualche dirigente Total potrebbe avere “stretti contatti” con alcune imprese che a loro volta potrebbero avere legami particolari con alcuni politici oggi candidati.

Se le dinamiche che abbiamo osservato con le nostre inchieste da almeno un paio di anni in quella “zona franca” dovessero seguire il tracciato ipotizzato vi sarebbe la quasi certezza, per esempio, che la gara per la manutenzione e la coibentazione dei pozzi della Total sarà aggiudicata al Gruppo Dandrea e alla Rendelin Spa. Intanto, qualcuno vorrebbe affidare i lavori di sollevamento e logistica, coibentazione e lavaggi idrodinamici sui pozzi al Gruppo Donnoli e altri e mandare a casa la Catenazzo S.r.l. Bocce ferme per l’affidamento del trasporto acque: ancora Donnoli insieme alla DGM snc. In stallo, invece, la gara per l’affidamento dello smaltimento dei reflui petroliferi. In un nostro articolo avevamo ipotizzato l’aggiudicazione alla Semataf in raggruppamento con Donnoli-Zagaria, ma vi è anche l’ipotesi di Garramone e Criscuolo.

In scadenza anche l’appalto per lavori elettro-strumentali e altro, aggiudicato alla Impes spa dei fratelli Somma e alla Bonatti spa da qualche anno. Non mancano anche in questo caso segnali di “agitazione”.

Non si hanno più notizie dell’appalto Total per la costruzione del famoso Centro Droni.  Nella primavera scorsa è stata pubblicata la gara per la costruzione del Ced: pista, capannoni e infrastrutture di pertinenza. Invitate circa una decina di aziende. Tra giugno e luglio scorsi era prevista l’apertura delle buste e l’attribuzione dei punteggi ai singoli concorrenti, per l’aggiudicazione dei lavori. Naturalmente non è possibile reperire il bando di gara sui siti ufficiali di Total, né è possibile reperire altre informazioni. Non è dato sapere se la Regione Basilicata abbia in qualche modo verificato le procedure di gara che, secondo i protocolli sottoscritti, dovrebbero seguire le prescrizioni normative degli appalti pubblici. In ballo 85 posti di lavoro e diversi milioni di euro di lavori.

Ci risulta, da fonti accreditate, che uno dei concorrenti sarebbe il Raggruppamento composto da Eco impianti di Francesco Copeti, da una delle società del Gruppo Carone, da una delle società del Gruppo Donnoli, da una delle società del Gruppo Dandrea. Tutte aziende note nel territorio poiché aggiudicatarie di diversi e importanti lavori.

Ebbene, se dovessimo scommettere sull’aggiudicatario dell’appalto del Centro Droni, punteremmo tutto sul Raggruppamento Copeti-Donnoli-Carone-Dandrea. Al momento però, quella procedura è scomparsa dai nostri radar.

Di queste aziende ci siamo occupati più volte e in diverse occasioni scrivendo di appalti, trasparenza e regole nel territorio tra l’area dei Comuni di Tempa Rossa e quella della Collina Materana.

La Eco impianti S.r.l., per l’appalto del Comune di Stigliano da 750mila euro, rispetto al quale avevamo in anticipo indicato chi sarebbe stato l’aggiudicatario.

Donnoli, Carone e Dandrea per la gara Total da 5 milioni di euroquella senza trasparenza. Anche in questo caso avevamo indicato in anticipo chi avrebbe vinto l’appalto.

Della gestione del trasporto acque a Tempa Rossa, affidato a Donnoli, ci siamo occupati nei mesi scorsi e siamo ancora in attesa di sapere dalle autorità amministrative regionali ed eventualmente dalle autorità giudiziarie come sia finita quella storia. Stiamo ancora spettando di sapere da qualche sindacato come sia finita la vertenza con il Raggruppamento Donnoli- Carone- Dandrea relativa alle spettanze contrattuali dei lavoratori, nella gestione del famoso appalto Total da 5 milioni di euro.

Il Mercato nero del consenso e il bazar delle reciproche convenienze

Da queste parti i magazzini di stoccaggio voti sono iperattivi da sempre. Tuttavia in occasione delle competizioni elettorali si montano baracche ad hoc per rastrellare consenso senza esclusione di colpi. È in questo quadro che alcuni esponenti politici si fanno la guerra o si accordano sugli esiti degli appalti. In ballo quelli da aggiudicare, quelli in scadenza a breve e il consolidamento di quelli già aggiudicati.

Molta gente crede che il consenso elettorale derivi dalla qualità politica dei candidati e dei loro programmi, oppure anche dal peso del bagaglio clientelare accumulato nel tempo. Non sempre valgono queste variabili, anzi. Molti dei candidati nelle elezioni politiche e amministrative degli ultimi 20 anni almeno, hanno dimostrato nei fatti scarsa qualità politica e scarsa capacità amministrativa. Soprattutto gli esponenti dei partiti tradizionali o delle sigle civetta. Basta guardare come sono ridotti il Paese, il Mezzogiorno e la Basilicata. Certo, pesa il capitale clientelare specie nella pubblica amministrazione, ma anche nel settore produttivo privato. Il consenso elettorale deriva in buona misura dal potere economico e decisionale accumulato nel tempo. Essere riferimento privilegiato di imprese e avere quelle imprese come riferimento nell’economia locale vuol dire posti di lavoro, assunzioni e dunque voti; vuol dire soldi e dunque risorse finanziarie, nel quadro di interessi reciproci che consolidano il potere di entrambe le parti. L’azienda Pinco pallo ha potere sul politico Caio e viceversa, dentro un equilibrio tra convenienze reciproche. È un ingranaggio che, rinforzato dalla distribuzione di prebende e risorse pubbliche agli amici e a migliaia di cittadini con la bocca aperta e il cervello chiuso, tende alla perfezione e lascia spazio anche a fenomeni corruttivi.

Per distribuire prebende, contributi, finanziamenti, appalti, devi avere potere politico. Per avere potere politico devi avere consenso elettorale e per avere consenso elettorale devi avere forti aperture di credito al banco dell’economia locale e del sistema delle imprese, e intense relazioni clientelari nei posti chiave della pubblica amministrazione. Tutto il resto sono chiacchiere: “il mio impegno per la Basilicata”, “le battaglie, come i sogni, si realizzano con il Cuore”, “al servizio della propria comunità”, e così via. Senza considerare i candidati “esterni”, tra i quali  Mario Turco che, nel partito di Conte, appare come un cavolo a merenda.

In Basilicata è così, ancora così, anche se non vi pare. Qui, in grande misura, il voto è una moneta di scambio tra interessi spoliticizzati. Gli ideali da tempo hanno perso le ali.

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