Stellantis Melfi: “Ma i sindacati chi vogliono prendere in giro?”

La posizione di un operaio del Montaggio al "sit-in unitario" davanti il Palazzo della Regione Basilicata: "vogliono farci schiattare in corpo"

“Chi vogliono prendere in giro”. Ha un moto di stizza Giovanni, operaio del Montaggio (Stellantis) dopo aver seguito “la parata di bandierine sindacali” ieri, 5 settembre, davanti alla Regione Basilicata. “I nostri rappresentanti – attacca – prima hanno fatto tutto ciò che ha voluto l’azienda, e ora che hanno capito di essere stati fregati si affidano alla guida del presidente Bardi, ma a che serve?”

Non sono affatto condivise le scelte sindacali di “presentarsi davanti la Regione per chiedere a Bardi di coordinare una cabina di regia che faccia “pressione” su Stellantis al fine di salvaguardare i livelli occupazionali. Sebbene l’iniziativa sia partita dal paventato licenziamento di operai dell’Indotto, il discorso, a suo avviso, è più complesso. Secondo Giovanni, infatti, che opera in prima linea, al montaggio, si tratta di “azioni tardive”, se non proprio di “bugie” da fa credere agli operai. E dal suo punto vista spiega perché.

“Efficientamento, cioè sfruttamento all’osso delle nostre forze” Un concetto su tutti tiene a rimarcare, quello di efficientamento. “Significa che meno persone devono produrre di più, così mentre prima i pezzi arrivavano già sequenziati, ora siamo noi che dobbiamo andarli a trovare mentre montiamo le auto. Vuol dire qualche secondo in più di prima per fare le stesse operazioni. Se perdi quei secondi ti ritrovi sulla postazione oltre la tua.. addosso al collega addetto alla postazione successiva.” E chiarisce ancora di più il concetto. “Il sequenziamento fai da te lo abbiamo trovato anche peggiorato al rientro dalla pausa estiva. È un po’ come provare fino a che punto possiamo correre sulla linea. Significa farci schiattare in corpo, ma di questo, i sindacati, evitano di parlare. E perché?”

“Hanno firmato, poi lo smantellamento della linea” Chi è in prima linea come Giovanni non si fida dei sindacati perché nell’ultimo anno ha visto smentire tutte le ragion d’essere dei suoi rappresentanti. “Il 25 giugno dello scorso anno – precisa – i sindacati hanno firmato un patto con Stellantis che prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali e nessuno smantellamento”. E invece, poi, a partire da settembre 2021, è avvenuto tutto il contrario. È stata di fatto smontata una linea e sono partiti i primi licenziamenti con incentivo, che hanno riguardato, guarda caso, proprio i giovani entrati col job act”. E ancora. È partito lo smantellamento di una linea che lascia presagire un forte taglio degli operai sulle linee. E in effetti così è stato. Ai primi 800 licenziamenti di ottobre, sono seguiti quelli di quest’anno, che non si capisce entro dicembre a quanti ammonteranno”. Seguendo il filo logico di Giovanni, quindi “perché ora dovremmo fidarci di chi ci ha promesso tutto, per poi non mantenere nulla delle promesse fatte”. Promesse “da marinaio”, in sintesi, di cui una folta base operaia non si fida più. “Adesso si affidano alle mani del presidente della Regione Bardi, il quale ben non si capisce, cosa dovrebbe fare per tutelarci, neanche fosse Tavares”. Alla luce di queste argomentazioni, Giovanni, rivolgendosi alle sigle sindacali unite, taglia corto: “Ma chi vogliono prendere per il culo!”