Chiusura banca a Latronico, sit in dei cittadini: prosegue lo svuotamento delle aree interne
Oggi la manifestazione indetta dalla Uil per la chiusura della filiale di Intesa San Paolo
A Latronico non chiude solo una banca (Intesa Sanpaolo) che si aggiunge ai 55 sportelli bancari “cancellati” in Basilicata in cinque anni (meno 24,9%), con una diminuzione di 17 comuni serviti da banche (meno 18,8%) e un calo di 133 unità (meno 12,4%). Con la chiusura della banca va avanti un processo più ampio e più grave: lo svuotamento progressivo delle aree interne, che sta diventando una vera e propria emergenza democratica. Sono queste le motivazioni del presidio che la Uil e la Uilca hanno tenuto oggi a Latronico alla presenza dei segretari regionali Uil Vincenzo Tortorelli e Uilca Vito Cuccaro, Carmine Vaccaro Uilp, del sindaco Fausto De Maria, di lavoratori, pensionati, cittadini.
Il segretario Uilca Cuccaro ha ricordato che solo qualche giorno fa il Consiglio Regionale dell’organizzazione di categoria dei lavoratori bancari, del credito, dell’esattoria con la partecipazione del segretario generale Fulvio Furlan si è occupato di desertificazione bancaria. Il risiko bancario, tra le sue molteplici implicazioni – ha evidenziato – comporta anche la ridefinizione della presenza delle banche nei territori, con chiusure di filiali che limitano la possibilità di accesso per i clienti ai servizi finanziari e assicurativi e impattano sull’aspetto occupazionale del settore. Le possibili aggregazioni bancarie annunciate nelle ultime settimane avrebbero implicazioni molto rilevanti, con impatti anche nel settore assicurativo, il coinvolgimento di grandi investitori privati e rilievi di natura politica. La desertificazione bancaria – ha continuato Cuccaro – è un fenomeno in corso da tempo, ma le sue tante conseguenze sociali ed economiche erano sconosciute o del tutto sottovalutate. I dati del nostro secondo Rapporto ne confermano la gravità: è un problema reale, sentito dalle persone. La chiusura delle filiali ha impatti sociali, riduce la propensione agli investimenti e influenza la scelta di vivere o meno in un territorio, con un aggravio dello spopolamento dei piccoli centri”.
Il segretario regionale Uil Vincenzo Tortorelli ha illustrato le proposte prioritarie: un tavolo regionale permanente con sindacati, Comuni, banche, Asl, uffici scolastici e imprese; una rete di servizi di prossimità, anche sperimentale, che mantenga i presìdi essenziali nei piccoli comuni; un grande patto civico, che rimetta al centro chi abita e lavora nella Basilicata più fragile.
“Stiamo assistendo da anni – ha detto il leader della Uil lucana – a un dimezzamento della scuola, con sezioni che spariscono e cattedre che non si coprono, a un dimezzamento della sanità, con servizi che si accentrano altrove e con un ospedale di zona che perde missione, personale, risorse, a un dimezzamento del lavoro, perché se chiudono i servizi, se non si investe, i giovani se ne vanno, le aziende non si insediano, le opportunità si spengono. Quello che sta accadendo a Latronico – ha aggiunto – è il paradigma di un Sud che si vuole silenzioso, rassegnato, ininfluente. Ma noi non ci stiamo. La UIL dice no a questa logica della marginalità. La chiusura della filiale di Latronico è una ferita, ma non è solo una questione bancaria. È una scelta che colpisce l’identità di una comunità. Perché dove chiude una banca, poi chiude un’edicola, una farmacia, una scuola, un pronto soccorso. E con loro muore la fiducia. Noi chiediamo a Intesa Sanpaolo di fare un passo indietro, di ascoltare il territorio, di non spegnere questa luce. E alle istituzioni chiediamo un segnale forte: servono investimenti mirati, serve un piano regionale contro la desertificazione dei servizi, serve una nuova visione per le aree interne, che parta dal lavoro, dalla scuola e dalla sanità. Latronico – ha concluso – non è un margine da sacrificare: è cuore pulsante di una regione che non vuole morire


