Crisi idrica, agricoltori: l’acqua non arriva, ma arrivano i compensi agli amministratori del Consorzio
“In un momento in cui l’intero comparto agricolo è in emergenza idrica, la produzione compromessa e aziende in ginocchio, la risposta del Consorzio di Bonifica è una sola: pensare a se stesso”
Riceviamo e pubblichiamo una nota del Gruppo Giovani Agricoltori Lucani.
Come giovani agricoltori lucani, profondamente legati alla nostra terra, non possiamo restare in silenzio di fronte alla Delibera n. 456 del 22 maggio 2025, approvata dal Consorzio di Bonifica della Basilicata. Il provvedimento, adottato all’unanimità, riconosce compensi economici a tutti e quattro i membri del Consiglio di Amministrazione, prevedendo anche il pagamento degli arretrati a partire da aprile 2024.
Non si parla di come gestire meglio l’acqua. Non si parla di come aiutare gli agricoltori che non possono irrigare. Si parla solo di quanto spetta agli amministratori. Il documento giustifica tutto con “criteri equitativi” e “turnazione trimestrale” per non superare i limiti di spesa.
Ma noi ci chiediamo: Dov’è l’equità quando centinaia di aziende agricole non riescono nemmeno a prenotare un turno d’acqua? Dov’è la priorità quando si liquida ciò che spetta ai vertici, ma si lasciano inascoltate le richieste degli agricoltori?
Ci chiediamo anche se gli agricoltori che siedono nel CdA abbiano dimenticato le proprie origini, i problemi reali delle aziende e le istanze di chi li ha eletti per rappresentare il territorio – non per pensare ai propri compensi. Questo atto, pur formalmente legittimo, è politicamente e moralmente inaccettabile. In un momento in cui l’intero comparto agricolo è in emergenza, dove si parla ogni giorno di crisi idrica, produzione compromessa e aziende in ginocchio, la risposta del Consorzio è una sola: pensare a se stesso.
Noi giovani agricoltori non ci stiamo. Chiediamo che venga revocata immediatamente questa delibera e che si apra un confronto serio con chi lavora la terra – non nei salotti, ma tra i filari, nei campi bruciati dal sole, nei capannoni pieni di merce invenduta. Servono soluzioni, non compensi. Serve acqua, non burocrazia autoreferenziale. Serve rispetto. Qui la delibera
Gruppo Spontaneo Giovani Agricoltori Lucani


