Quando la luce si spegne in Europa: il blackout in Spagna e il fragile filo della nostra sicurezza
La testimonianza di Valeria Pedacchio, infermiera lucana che lavora in un ospedale di Benidorm, una città sulla costa spagnola
Di seguito la testimonianza di Valeria Pedacchio, infermiera lucana, che lavora in Spagna, sull’interruzione di corrente che qualche giorno fa ha colpito il Paese.
“Lavoro come infermiera in un ospedale privato a Benidorm, una città sulla costa spagnola che vive soprattutto di turismo. Il 28 aprile 2025, improvvisamente, tutto si è spento: luci, monitor, ascensori, semafori. Un blackout elettrico ha colpito l’intera area, lasciando migliaia di persone nel buio e nel silenzio, senza alcun preavviso. In reparto, la priorità è stata proteggere i pazienti: attivare i generatori d’emergenza, mantenere operative le terapie salvavita, controllare chi era
collegato a macchinari critici. Ma tra le urgenze, un pensiero scomodo è rimasto in sottofondo: quanto è fragile la nostra civiltà se basta un’interruzione di corrente per farla vacillare? I media locali hanno parlato di un guasto tecnico alla rete elettrica. Forse è così. O forse no.
In un momento storico in cui l’Europa è attraversata da tensioni crescenti, conflitti alle porte, attacchi informatici e una geopolitica sempre più instabile, anche un blackout può diventare qualcosa di più: un’arma non dichiarata, un segnale silenzioso.
Come infermiera, ogni giorno tocco con mano quanto il nostro sistema sanitario, e la nostra vita quotidiana, sia appeso a un filo invisibile fatto di energia, dati, comunicazione. Senza elettricità, gli ospedali si trasformano in luoghi vulnerabili. Le pompe per la terapia intensiva si fermano, le sale operatorie si paralizzano, i farmaci refrigerati diventano inutilizzabili. E se domani non fosse un guasto, ma un attacco? Se fosse un esperimento, una
prova generale?
Le guerre moderne non iniziano sempre con bombe e carri armati. A volte iniziano così: con il buio. Mi chiedo se in Italia siamo pronti. Se abbiamo piani di emergenza realistici. Se nei nostri ospedali, nei comuni, nelle famiglie, sappiamo davvero cosa fare quando si interrompe il flusso dell’ “evidente”, cioè tutto ciò che oggi diamo per scontato. Il blackout di Benidorm è durato alcune ore. Ma il messaggio, per chi vuole ascoltarlo, è chiaro: non siamo intoccabili. E non siamo pronti. Valeria Pedacchio, infermiera


