Quanta ipocrisia sull’accoglienza dei migranti in Basilicata
Sono circa 30 anni che si ripetono le stesse storie ed ogni volta si continua a parlare di emergenza e si costruiscono muri per non accogliere questi lavoratori che sono costretti ad abbandonare le loro terre per sopravvivere
Di seguito il comunicato stampa dell’Associazione Migranti Basilicata sull’accoglienza.
“Quanta ipocrisia attorno alla questione accoglienza dei migranti in Basilicata. Anche quest’ anno 2025 si presenta in emergenza. Noi diciamo basta e chiediamo di mettere la parola fine a questo degrado che vede uomini e donne essere trattati non come essere umani, nonostante la dichiarazione dei diritti dell’uomo sottoscritta dall’ONU nel 1948, il 10 dicembre con risoluzione n. 219077.
Sono circa 30 anni che si ripetono le stesse storie nella Basilicata ed ogni volta si continua a parlare di emergenza e si costruiscono muri per non accogliere questi lavoratori che sono costretti ad abbandonare le loro terre per sopravvivere loro e le stesse famiglie di provenienza. Sono iniziati i lavori di dissodamento dei terreni e varie piantagioni, ma come sempre la politica assente e silente tace rispetto all’accoglienza e alla sistemazione dignitosa degli ultimi e degli invisibili. Tante chiacchere e discussioni inutili, ma nulla di concreto si intravede all’orizzonte. E non ci resta l’amara conclusione che anche nella prossima stagione dei pomodori, meloni ed altri prodotti ortofrutticoli e non solo si prevede lo stesso fenomeno dell’anno scorso. Si ricostituiranno i ghetti e tutti i casolari saranno di nuovo occupati da questi lavoratori, che tutti dicono essere utili e preziosi, ma che puntualmente vengono maltrattati e schiavizzati. Perché in Basilicata non si nomina un commissario per il superamento degli insediamenti abusivi? E che dire poi della questione caporalato? E’ un tema troppo difficile per questa regione. La Basilicata pur in presenza di una legge regionale(la n. 13 del 2016, che non è mai stata finanziata) e quindi senza nessuna norma operante, non si è ancora dotata di uno strumento per la risoluzione definitiva dell’accoglienza dei migranti stagionali e non solo. E’ giunta voce che si stanno per perdere i circa 12 milioni di euro del PON per la costruzione di nuovi Centri di Accoglienza a Boreano (territorio di Venosa), a Lavello e nel metapontino. Per non parlare della ristrutturazione del Centro di (dis)accoglienza di Palazzo San Gervasio ubicato nell’ex tabacchificio. E’ davvero vergognoso ritornare sempre sullo stesso argomento vista la totale assenza della politica. Forse l’impedimento ai nuovi progetti deriva dallo sfruttamento di questi lavoratori o perché bisogna tenerli vicini ai luoghi dove operano i caporali?
Sappiamo tutti che servono circa mille e cinquecento posti per l’accoglienza e come mai ne sono previsti solo molti di meno? Nessuna discussione sul mancato investimento con i fondi del PNRR. Non bastano i bandi generici per la ricerca delle abitazioni. La soluzione ce l’hanno tutti i Comuni, avendo a disposizione locali pubblici e che non vengono utilizzati per vari motivi. Per non parlare dei locali delle Aziende sanitarie che sono vuoti ed in particolare a Venosa presso la struttura dell’Azienda ASP, che ormai ospita solo pochissimi dipendenti e ci sono già organizzate le stanze per l’accoglienza visto che è una struttura che è stata utilizzata nel passato come ospedale. Le risposte ci sono, ma è più facile tenere queste persone fuori dai centri abitati, perché il razzismo è ancora imperante e quindi si perdono voti se si sta dalla parte degli ultimi e degli invisibili.
Non ci taciterete mai e non ci metterete mai il bavaglio. Noi denunceremo sempre questo stato di cose e non ci fermeremo fino a quando il problema migranti non sarà risolto. Francesco Castelgrande Associazione Migranti Basilicata


