Logo
Stellantis Melfi: ora sono in tanti gli operai che vogliono andarsene

Oggi incontro tra azienda e sindacati. Incentivi all’esodo “fino a un massimo di 500” operai entro dicembre. Ma i numeri di chi vuole andar via potrebbero essere più alti. Sono, infatti, già 400 ad oggi

Partono i nuovi incentivi all’esodo per i lavoratori Stellantis di Melfi relativi all’anno in corso. Oggi (7 aprile) incontro dei vertici aziendali con i sindacati per definire i dettagli. Dalle prime notizie che giungono, confermate da fonti ufficiali, la misura riguarderà “massimo 500 operai entro il dicembre 2025”. Le cifre che saranno corrisposte saranno “simili a quelle dello scorso anno”, si apprende.

Secondo una simulazione che abbiamo provato a fare con addetti ai lavori, a 55 anni, per fuoriuscire, si potranno percepire oltre 100mila euro netti (compreso il Tfr) oltre a due anni di Naspi che copre più o meno l’80% dello stipendio medio, anche se la cifra andrebbe via via scendendo negli ultimi mesi. Le somme previste per chi decide di licenziarsi sono modulate in base ad età ed anni di servizio, come lo scorso anno e come negli altri stabilimenti nazionali del Gruppo. Dalla prossima settimana, inoltre, secondo fonti ufficiose ma vicine alla direzione aziendale, inizierà l’iter, a Melfi, per i primi che decideranno di lasciare la fabbrica. Quindi inevitabile il passaggio davanti al capo del personale, e poi in direzione, con la presenza di un rappresentante sindacale, per la firma definitiva.

A quanto trapela, inoltre, già ad oggi sono oltre 400 i lavoratori di Melfi che già avevano deciso di lasciare ma non erano rientrati lo scorso anno tra i ‘papabili’. Girava infatti una lista dei cosiddetti ‘sospesi’. Non sarà difficile, quindi, giungere e superare, anche in breve tempo, le 500 unità previste dall’azienda nel nuovo accordo coi sindacati. Anzi, semmai, si prevede una richiesta che andrà ben oltre le previsioni aziendali. A breve ne sapremo di più, sia sul profilo di chi intende lasciare, sia sui numeri destinati a salire, visto il lavoro ormai definito da molti “altalentante” e “incerto”, nella ex fabbrica integrata di Melfi.