Pmc Melfi, firmato l’accordo “ma nessuna garanzia occupazionale concreta”
Al termine del confronto, la Fim Cisl Basilicata ha espresso forte preoccupazione
Si è svolto oggi, nella sede di Confindustria, un nuovo incontro tra le Organizzazioni Sindacali e la direzione della PMC. Al termine del confronto, la Fim Cisl Basilicata ha espresso forte preoccupazione: se da un lato è stato formalizzato l’accordo per la proroga del Contratto di Solidarietà (CDS) fino al 31 ottobre 2025, dall’altro non sono emerse garanzie occupazionali né per le produzioni attuali né per i lavoratori coinvolti, in particolare quelli in staff-leasing.
La Fim sottolinea l’assenza di impegni chiari da parte dell’azienda sul futuro delle lavorazioni collegate al modello Tonale e alle nuove eventuali commesse da parte di Stellantis. Pur riconoscendo che anche i lavoratori in somministrazione saranno temporaneamente coperti economicamente fino alla fine del CDS, restano forti le incertezze sul loro destino oltre quella data.
«Nei mesi scorsi abbiamo accettato le uscite incentivate per favorire una riorganizzazione sostenibile e salvaguardare l’occupazione», dichiara la Fim. «Oggi, però, registriamo una chiusura netta dell’azienda e la totale assenza di proposte che possano realmente tutelare i lavoratori».
Al centro delle rivendicazioni della Fim Cisl vi è la richiesta non solo di proroga ma anche di continuità del CDS, quale strumento fondamentale per accompagnare la fase di transizione industriale. La sua estensione ha permesso, anche se solo per pochi mesi, di garantire una copertura economica ai lavoratori in somministrazione attraverso la cassa integrazione. Contestualmente, la Fim sollecita un intervento deciso presso Stellantis affinché vengano assegnate a PMC nuove commesse collegate ai modelli Jeep, Lancia Gamma, DS7 e alla futura DS8, quest’ultima in versione esclusivamente elettrica.
Infine, la Fim ha chiesto che anche le aziende PROMA e MA, appartenenti allo stesso gruppo di riferimento di PMC, si attivino urgentemente per individuare soluzioni concrete. Tra queste, si chiede di valutare percorsi di ricollocazione interna, anche tramite l’utilizzo di lavoratori trasfertisti, per salvaguardare l’occupazione. Ci auguriamo che nell’impegno delle parti a monitorare l’efficacia degli strumenti attraverso i tavoli aziendali e quello presso Confindustria Basilicata possano portare a individuare soluzioni in grado di garantire il prosieguo lavorativo. Senza nuove produzioni, la tenuta occupazionale dell’intero sito è fortemente a rischio, conclude la Fim. I contenuti dell’incontro saranno illustrati alle lavoratrici e ai lavoratori nelle assemblee programmate per domani, 17 giugno, nello stabilimento PMC di Melfi.


