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Reintegro Priore, presentata interrogazione parlamentare
Giuseppe Priore

Presentata dal deputato Lomuti (M5S) dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la revoca

“Il Ministero reintegri subito Giuseppe Priore alla guida del Parco Nazionale Appennino Lucano. La revoca era illegittima.” Il deputato Arnaldo Lomuti ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, chiedendo l’immediato reintegro di Giuseppe Priore alla presidenza dell’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese.

La richiesta si fonda su una recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il decreto con cui Priore era stato rimosso dall’incarico. Il tribunale ha riconosciuto che la revoca era stata disposta in modo illegittimo, senza il rispetto delle garanzie procedurali fondamentali, come il diritto a essere informati e a partecipare al procedimento. Inoltre, è emerso chiaramente che i fatti contestati — relativi al periodo in cui Priore era Commissario del Parco — erano in realtà infondati e, comunque, già noti e non contestati dal Ministero al momento della sua successiva nomina a Presidente.

“Si tratta di un grave caso di cattiva amministrazione,” dichiara l’on. Lomuti. “Il Consiglio di Stato ha smontato pezzo per pezzo le motivazioni del provvedimento, evidenziando non solo la mancanza di urgenza, ma anche l’insussistenza degli addebiti mossi a Priore. È dovere del Ministero ripristinare la legalità, reintegrando subito il Presidente illegittimamente rimosso e ponendo fine a una gestione commissariale ormai priva di base giuridica.”

Secondo quanto previsto dalla legge, la sentenza ha efficacia retroattiva e cancella di fatto la revoca come se non fosse mai avvenuta. Priore avrebbe quindi pieno diritto a completare il mandato fino alla sua naturale scadenza nel 2027.

L’onorevole Lomuti chiede anche al Ministro di chiarire quali provvedimenti intenda adottare nei confronti degli uffici che hanno redatto un atto tanto gravemente viziato, esponendo il Ministero stesso a potenziali responsabilità erariali.

“Non si può accettare che decisioni assunte in modo arbitrario e senza fondamento compromettano il funzionamento degli enti pubblici. La giustizia ha fatto il suo corso. Ora spetta alla politica e all’amministrazione agire di conseguenza”, conclude Lomuti.