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Stellantis cambia commessa, a rischio altri 500 operai italiani
Foto di repertorio

Fuori Petronas, fornitrice della commessa Selenia (ex Fiat lubrificanti) e dentro Total che si è aggiudicata la gara ‘Stellantis’ dal prossimo anno. A rischio numerosi lavoratori italiani (450 a Torino e 70 a Napoli). Preoccupati i sindacati. Si spera nel nuovo ad Filosa

Potrebbe passare per gli ‘oli lubrificanti’ (Selenia) l’ultima tegola per gli operai italiani legati all’Indotto Stellantis. Nello specifico, come riportato da Reuter e MilanoFinanza, scadrebbe a fine anno l’alleanza tra Stellantis e Petronas, azienda partecipata dallo Stato Malese e legata per la fornitura di olio motore (un tempo Fiat Lubrificanti) alla ex Fiat, sin dal 2007.

È proprio il 2007 quando l’azienda malesiana (Petronas) rileva l’intera fornitura (Fiat lubrificante) da un fondo americano (Kkr), in cui sarebbero confluiti di coseguenza anche i marchi Selenia e Paraflu. In Italia sono oltre 500 gli operai legati alla commessa Selenia dell’azienda Petronas. Lavorano in due stabilimenti: uno al nord, Villastellone (Torino) con 450 dipendenti, e l’altro a Napoli, con 70 operai, oltre a tutto l’Indotto di riferimento. La notizia è stata resa nota dalla stessa azienda agli operai nei giorni scorsi, e già monta la preoccupazione tra le sigle sindacali, da Torino a Napoli. “Useremo tutti gli strumenti a disposizione per tutelare i lavoratori e l’indotto torinese e campano”, hanno fatto sapere i segretari locali della Uilm (Vito Benevento per Torino, e Giovanni Rao per la Campania).

E se la Petronas dal canto suo ha minimizzato parlando di “nuovi mercati per il marchio Selenia” che potranno aprirsi dopo la perdita della commessa da Stellantis, resta forte la preoccupazione per ulteriori emorragie di operai nell’Indotto italiano, già alle prese con numerose crisi: da Mirafiori, a Cassino, passando per Melfi e Termoli. A far riflettere anche il nuovo committente che si è aggiudicato la gara di fornitura degli’oli’ indetta da Stellantis e che partirà da gennaio 2026. Si tratta della francese Total. E questo fa venire più di un mal di pancia, nel Bel Paese, perché riporta la mente a tutte le scelte passate dell’allora ceo (Tavares) che avrebbe penalizzato e tanto, secondo gli analisti, il sistema Italia, a vantaggio di quello francese. Ma ora che il nuovo amministratore delegato della multinazionale parla italiano e si chiama Antonio Filosa, c’è grande attesa per capire in che modo riporterà ‘centralità’ all’Italia, nel ‘matrimonio’ coi francesi sancito nel 2021 dalla nascita di Stellantis. Una ‘centralità’ che passa inevitabilmente anche attraverso le tante ‘commesse’ che si stanno perdendo nell’Indotto Italia, e col rischio di tanti altri operai che potrebbero rimanere senza lavoro. Uno ‘smembramento’ già in atto e di cui non si comprendono ancora bene le proporzioni in chiave futura.