Antonio Liseno, il pregiudicato e i due carabinieri
Alcune domande sul ruolo di Angelo Finiguerra nell’inchiesta della procura distrettuale antimafia di Potenza sui rapporti dell’imprenditore di Lavello con esponenti della criminalità foggiana
L’inchiesta della procura distrettuale antimafia di Potenza sui rapporti dell’imprenditore Liseno con soggetti della criminalità foggiana apre le porte a molte domande. In particolare, domande che riguardano tre figure citate nelle carte degli inquirenti: l’ex consigliere comunale di Lavello e attuale sindaco, Pasquale Carnevale, già tenente colonello dei Carabinieri a Matera; suo fratello, Sergio Carnevale anche lui carabiniere in servizio a Potenza; Angelo Finiguerra, arrestato, già considerato braccio destro di Liseno e poi nemico dello stesso imprenditore.
Pasquale Carnevale era tenente colonnello del Reparto Operativo di Matera e consigliere comunale del Comune di Lavello nel maggio 2024, quando Angelo Finiguerra, ora agli arresti, contatta il fratello del consigliere, anch’egli carabiniere in servizio a Potenza. Perché Finiguerra contatta il fratello e non direttamente il consigliere, notoriamente molto attivo sui social e facilmente raggiungibile attraverso numerosi canali di comunicazione?
Perché Angelo Finiguerra si fa abbracciare dal carabiniere Sergio Carnevale? Perché Angelo Finiguerra e la moglie (anche lei agli arresti) sono in prima fila in uno degli ultimi comizi del candidato ed eletto sindaco di Lavello, Pasquale Carnevale?
Sergio Carnevale e Angelo Finiguerra, anno 2018, Facebook
Insomma, un carabiniere, capo dell’opposizione in consiglio comunale, invita a cena un pregiudicato e sua moglie per raccogliere informazioni su un altro consigliere comunale, evidentemente indagato, Antonio Liseno. Sergio Carnevale, pure carabiniere, compare in una foto col pregiudicato in un’allegra situazione. Sono amici? Pasquale Carnevale viene anche eletto con i voti che sposta il pregiudicato? Angelo Finiguerra, si fa vedere sotto il palco del carabiniere candidato proprio per dire “ti voto”?
Angelo Finiguerra e la moglie in prima fila sotto il palco elettorale di Pasquale Carnevale
Finiguerra nelle interlocuzioni con Pasquale Carnevale parla di voti comprati da Liseno e prova ad alleggerire la sua posizione nel quadro criminale descritto dall’inchiesta della Procura di Potenza. “Svuota il sacco” sulle faccende illecite di Liseno, faccende che lo vedono direttamente coinvolto. E assume l’atteggiamento della vittima. Nelle carte degli inquirenti si parla di un tentativo di inquinamento probatorio da parte del pregiudicato. Finiguerra sapeva dell’indagine in corso?
Queste domande potranno avere in qualche modo una risposta soltanto nel quadro dell’inchiesta avviata dalla magistratura potentina sull’imprenditore Antonio Liseno e sui suoi legami con la malavita foggiana in operazioni di riciclaggio di denaro proveniente anche da rapine. Intanto, noi le facciamo. Carnevale aveva certamente l’obbligo, per legge, di riferire all’Autorità Giudiziaria in virtù delle sue funzioni, e lo ha fatto. Ha riferito puntualmente alla Procura, così come come il fratello Sergio, degli incontri con Finiguerra. Su questo non c’è alcun dubbio. I dubbi, invece, riguardano la figura e il ruolo di Angelo Finiguerra in tutta la vicenda.
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