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Basilicata. La spartizione dei Garanti: l’andazzo continua
Foto di repertorio

Dal difensore civico in quota Lega a Marika Padula in quota chissà chi

“In generale, i garanti svolgono un ruolo importante nella tutela dei diritti e nella promozione del rispetto delle normative, agendo come organi di controllo e di garanzia nei confronti di specifiche categorie di persone o ambiti tematici.” Ebbene, ci si aspetta dalle istituzioni un minimo di serietà nella scelta delle figure che devono tutelare i diritti di determinate categorie di persone o di vigilare sul rispetto delle norme che le riguardano. Ora, senza nulla togliere allo spessore umano e professionale dei garanti eletti ieri in Consiglio regionale, qualcosa bisogna pure dirla. I nominati di ieri sono quasi tutti esponenti politici appartenenti a partiti legati alla maggioranza di centro destra. Il difensore civico è stato amministratore unico del Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Matera, nonché consigliere regionale nella XI legislatura e presidente del gruppo Lega Salvini Basilicata.

Il Garante delle persone con disabilità è stata ex esponente del Pd, assessora del Comune di Potenza con delega alle Pari opportunità, Politiche giovanili e Infanzia eletta con la lista “Idea” di centrodestra, delega revocata dal sindaco Guarente per una questione legata al bonus Inps durante la pandemia (clicca qui). Poi passata a Italia Viva e poi candidata alle ultime regionali con Marcello Pittella a sostegno di Vito Bardi. E ora, pare, sia entrata nell’orbita di Piero Marrese.  Quando era assessora percepiva un’indennità di 3mila euro al mese e nonostante ciò incassò il bonus Inps una tantum di 600 euro nel periodo Covid. All’epoca dello “scandalo” dichiarò: “Sono una Partita IVA e ne sono orgogliosa. Rischio in proprio, non ho un posto fisso. Faccio politica per passione e non ho alcuna intenzione di diventare una professionista della politica. Esercito la responsabilità ogni giorno e, responsabilmente, rivendico la mia scelta.” Bontà sua, adesso è garante delle persone con disabilità. Auguri.

E passiamo al Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Nulla da dire sul nome scelto per questo ruolo, non sappiamo quanto abbia avuto a che fare con le tematiche specifiche.  Sappiamo però che in Basilicata questa figura comprende due ruoli: “Garante delle vittime di reato e delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, per il diritto alla salute e degli anziani”. Così è scritto. Una genialata tutta lucana: tutelare i diritti dei detenuti e delle vittime dei detenuti. A cui si aggiungono “per il diritto alla salute e degli anziani”. Chi ci capisce è un genio.

Anche gli altri garanti sono in quota partito politico di maggioranza. Sia il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, sia il Garante della natura. Quest’ultima figura avrebbe “il compito di garantire il rispetto delle normative, di monitorare lo stato di salute dell’ambiente e di risolvere eventuali conflitti legati alla sua conservazione. In pratica, si tratterebbe di una sorta di “authority” che opera nel campo della natura.” Auguri.

Che dire. Non ci pare che il Consiglio regionale, o meglio i 13 consiglieri che hanno votato i Garanti, attribuiscano l’’importanza dovuta a questi ruoli. A prescindere dallo spessore degli eletti, che non sta a noi giudicare, tutto lascia intendere che si sia trattato del solito “cencellismo” tra i partiti della maggioranza.  L’andazzo continua, non lasciano nulla, finanche la tutela dei diritti delle categorie più fragili si trasforma in una spartizione di posti. D’altronde sono le stesse opposizioni ad ammetterlo. “Il Presidente Bardi è il garante di una lottizzazione senza precedenti e strappa ancora con la società lucana: la maggioranza elegge da sola figure di garanzia, costringendo le minoranze ad abbandonare l’aula e svuotando il ruolo del Consiglio e premiando l’appartenenza e non la competenza e il merito.  Tre dei cinque eletti erano candidati, e non eletti, nelle liste a sostegno del Presidente Bardi.” Gioco delle parti. Magari una maggioranza di centrosinistra si sarebbe comportata allo stesso modo. Perché qui, l’andazzo è l’andazzo.