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Bolognetti: A proposito dell’edizione del Marateale del 1935
Maurizio Bolognetti

“E così, tra un corto, un aperitivo, un libro e un Rupert Everett, assistiamo all’ennesima stucchevole celebrazione del fu animatore de ‘La Farfalla’”

A volte ho la sensazione per nulla gradevole di vivere nel 1935. In alcune dichiarazioni e in pagine di stampa grondanti inchiostro, sento addirittura l’eco dei cannoni e l’odore acre di gas mortali. Vedo i profili di Graziani e Badoglio e risento la voce del Duce che tuona da Piazza Venezia. Il nostro posto al sole è stato conquistato.

Ma oggi come ieri, le Piazze Venezia più pericolose son quelle mediatiche e il più pericoloso agente nervino è rappresentato da coloro che usano i loro giornali come se si trattasse di un manganello. Inevitabilmente penso al buon De André e alla sua “Domenica delle salme”: “La domenica delle salme non si udirono fucilate, il gas esilarante presidiava le strade”.

Apro i giornali e leggo di un premio intitolato a quel Nino Postiglione, la cui “cultura” era di evidente matrice destrorsa, che sarà consegnato nell’ormai affermata kermesse “Il Marateale”. E così, tra un corto, un aperitivo, un libro e un Rupert Everett, assistiamo all’ennesima stucchevole celebrazione del fu animatore de “La Farfalla”.

Era proprio necessario, vorrei chiedere agli organizzatori? A questo punto, anziché Marateale si potrebbe pensare a un nome più in linea con certi contenuti e riscritture storiche. Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani, già membro del Consiglio Generale dei Club Pannella