Consorzio di Bonifica: “Ora servono dimissioni e rigore istituzionale”
“Chi gestisce risorse collettive deve farlo con sobrietà, chiarezza e senso di responsabilità”
Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato spontaneo Giovanni Agricoltori Lucani
Nel mezzo di una crisi idrica senza precedenti, mentre il sistema agricolo lucano affronta una pressione senza pari, emergono notizie che minano ulteriormente la fiducia nella capacità delle istituzioni di garantire un governo efficace delle risorse. La recente delibera del Consorzio di Bonifica della Basilicata – con cui sarebbero state acquistate due motopompe usate da un componente del Consiglio di Amministrazione – solleva, se confermata, una questione non solo procedurale, ma legata ai principi fondamentali della gestione pubblica.
Non si tratta solo di legalità. Si tratta di governance, trasparenza e credibilità. In qualsiasi struttura organizzativa seria, la reputazione istituzionale si tutela evitando anche solo il sospetto di conflitto d’interessi. Chi gestisce risorse collettive deve farlo con sobrietà, chiarezza e senso di responsabilità.
Per questo, come Comitato Spontaneo Giovani Agricoltori Lucani, chiediamo:
- un chiarimento formale da parte del Presidente del Consorzio;
- un intervento immediato della Regione Basilicata, anche ai sensi dell’art. 59 dello Statuto, per verificare la coerenza della procedura con i principi di imparzialità e buon andamento;
- e le dimissioni del consigliere coinvolto, qualora i fatti fossero confermati, come gesto di responsabilità e tutela dell’ente.
Rivolgiamo inoltre un invito esplicito alle associazioni di categoria presenti nel CdA: il loro ruolo non può essere neutro. Rappresentare gli interessi del settore significa anche vigilare sul corretto esercizio della funzione pubblica. Lo abbiamo detto più volte: la crisi idrica non è solo meteorologica. È anche gestionale, organizzativa e culturale. Non bastano soluzioni tampone o giustificazioni formali. Serve un nuovo approccio fondato su efficienza, trasparenza e visione strategica.
Abbiamo chiesto dimissioni, commissariamento e mobilitazione civica perché crediamo che la Basilicata meriti un sistema irriguo moderno e affidabile, non opacità o rapporti incerti. Chi ha avuto responsabilità in questa crisi, oggi faccia un passo indietro. Chi crede nella buona amministrazione, oggi faccia un passo avanti.


