Emergenza acqua, i giovani agricoltori lucani chiedono “dimissioni e commissariamento”
“Il Consiglio regionale straordinario sulla crisi idrica si è concluso senza alcuna decisione concreta. Ora è tempo di mobilitarci”
Di seguito il comunicato stampa del Comitato Spontaneo Giovani Agricoltori Lucani sul consiglio regionale straordinario con al centro la crisi idrica che ha ormai messo in ginocchio l’agricoltura lucana.
Il Consiglio Regionale straordinario sulla crisi idrica si è concluso senza alcuna decisione concreta. Nessun provvedimento in grado di ristabilire credibilità istituzionale o offrire risposte operative a una crisi che, da mesi, compromette la continuità produttiva e la sostenibilità economica del comparto agricolo. Come Comitato Spontaneo Giovani Agricoltori Lucani, avevamo riposto fiducia nella possibilità di un confronto costruttivo. Ma ancora una volta abbiamo assistito a un dibattito privo di elementi tecnici, senza dati ufficiali, senza misure strutturali, senza un’assunzione chiara di responsabilità. La realtà che viviamo è ben distante dalle rassicurazioni di aula: campi in sofferenza, aziende in affanno, silenzi istituzionali.
Ringraziamo i consiglieri regionali che hanno portato in discussione le nostre istanze. Tuttavia, la mancata adozione di misure operative rende evidente un limite gestionale non più sostenibile.
Nel corso della seduta si è fatto riferimento a “dati”, ma senza alcuna documentazione accessibile. Nessun report, nessuna informazione pubblica, nessun numero consultabile da cittadini, sindaci o imprese. In qualsiasi organizzazione – pubblica o privata – l’assenza di dati certificati rappresenta una criticità profonda. Senza dati, non si analizza. Senza analisi, non si decide. E senza decisioni, non si governa. Si tratta di principi elementari di governance. E valgono anche – anzi, soprattutto – nella gestione della cosa pubblica.
È per questo che riteniamo inevitabile un atto di responsabilità da parte di chi ha avuto ruoli direttivi in questa fase: mai come oggi, le dimissioni risultano necessarie. Non come forma di condanna, ma come atto preliminare per ristabilire fiducia, trasparenza e competenza. Chiediamo la nomina urgente di un commissario esterno, indipendente e operativo, dotato di un mandato preciso e misurabile, in grado di garantire risultati concreti. L’agricoltura non è folclore né identità astratta. È economia reale, occupazione qualificata, presidio ambientale. Senza una gestione efficiente della risorsa idrica, l’intero sistema territoriale rischia di crollare.
Alla luce di questo scenario, proponiamo una mobilitazione simbolica, civile e istituzionale da tenersi a Matera, città emblematica della Basilicata. Una città che ha già rappresentato il riscatto culturale della regione e che oggi, attraverso questa iniziativa, può diventare il luogo di un nuovo riscatto civico collettivo. Non una semplice protesta, ma un atto di responsabilità condivisa. Invitiamo i sindaci a partecipare fisicamente alla manifestazione e a valutare un gesto forte e composto: la consegna simbolica delle fasce tricolori, proprio a Matera, nel corso dell’evento. Non per polemica, ma per porre una questione istituzionale: si può rappresentare un territorio se quel territorio viene sistematicamente ignorato?
Abbiamo individuato come data simbolica il lunedì 28 luglio, ma restiamo disponibili a ricalibrarla in spirito collaborativo. La nostra è una proposta aperta: da costruire con i territori, con i cittadini, con le istituzioni responsabili. Rivolgiamo un invito anche a tutti i comitati spontanei, ai cittadini attivi, ai lavoratori agricoli e forestali: questa è un’occasione per dare forma a un’azione collettiva, fondata sulla legalità, la competenza e il rispetto delle regole. E invitiamo i consiglieri regionali più sensibili ad assumere una posizione coerente con il mandato ricevuto. Dimostrare con i fatti – e non solo con le parole – di essere al fianco delle comunità è oggi una priorità etica e politica.
Siamo una generazione che ha scelto di restare e di investire nel proprio territorio. Lo facciamo con competenze, impegno e visione. E non chiediamo privilegi, ma coerenza istituzionale e affidabilità decisionale. Se davvero vogliamo costruire un futuro in questa regione, serve un cambio di passo nella gestione pubblica. E chi ha avuto ruoli di guida senza garantire risultati, ha il dovere di farsi da parte. Non siamo contro qualcuno. Siamo per qualcosa. E questa volta, vogliamo esserci. Con responsabilità. Insieme.


