Il declino dell’Unibas sancito dal Censis
L’Università della Basilicata è agli ultimi posti della classifica dei piccoli Atenei. Simonetti (Cseres): “La caduta verticale dai circa 10.000 iscritti del 2023 agli attuali 5608 non può essere giustificata solo dallo spopolamento”
Per il Censis, l’Unibas è agli ultimi posti della classifica dei piccoli Atenei con meno iscritti del Molise. In Calabria è possibile ottenere risultati importanti. L’Ateneo del Molise, regione con 320 mila abitanti- ha più iscritti di quello lucano. Perché? Ecco la domanda centrale che bisogna farsi. A commentare i dati è Pietro Simonetti del Cseres- Centro studi economici e sociali.
Una prima questione -afferma Simonetti-è l’offerta formativa, le modalità di reclutamento – del tutto ripetitive e burocratiche, fatte con rituali vecchi e superati, specialmente nella comunicazione. Vengono avanti notizie sempre più numerose sul presunto assenteismo vistoso di ordinari e associati che darebbero scarso contributo di impegno all’Ateneo, lasciando il peso della didattica prevalentemente in testa ai ricercatori. La scarsa attività di alta formazione si concentra solo su quattro Master con la sostanziale cessione ai privati delle attività legate ai finanziamenti della Regione, mentre quella continua produce effetti devastanti sul numero dell’utenza e sulle prestazioni dei circa 500 professori.
“La caduta verticale dai circa 10.000 iscritti del 2023 agli attuali 5608 di oggi non può essere giustificata dallo spopolamento in termini esclusivi. C’è un esempio importante del declino: la Facoltà di Agraria è ai margini. Qualcuno pensa di demolire gran parte delle serre di Macchia romana, da poco potenziate energeticamente, con una nuova colata di cemento per sale di convegno capienti per 60 posti in Medicina. Colpisce, inoltre, la mancanza di iniziative attrattive rivolte agli studenti stranieri, come fanno per esempio la Calabria e la Sicilia con i Paesi del Mediterraneo e gli emigrati all’estero, anche con borse di studio e incentivi.”
In Basilicata-conclude- basterebbero 1000 borse all’anno, con fondi UE ed altro, per reclutare studenti discendenti di lucani, in particolare in America latina. Iniziative semplici, ordinarie, poste in atto in altre regioni. Qui, invece, la pigrizia, la ritualità e la convegnista di rito lucano, pesano come le politiche inattuate per le residenze, i servizi e le attività culturali. Si possono organizzare conferenze, ma non si può ignorare l’esigenza forte di dare risposte di formazione continua nel sistema scolastico e formativo, nel settore della Pubblica amministrazione, e nel campo manifatturiero ed agricolo. Se l’Unibas si posiziona al settimo posto in una classifica di 10, non è settima è terz’ultima.


