In Poste accordi separati con altre sigle, Cgil e Uil: “fatto gravissimo”
“Trattative separate e sul tavolo mediazioni già raggiunte con altri sindacati. Giorgetti intervenga”
“Trattative separate e sul tavolo mediazioni già raggiunte con altri sindacati. Giorgetti intervenga”. Lo denunciano Slc Cgil e Uilposte, a cui da mesi Poste Italiane, una delle principali aziende del Paese e partecipata dal ministero dell’Economia e finanze, impedisce di svolgere a pieno titolo le prerogative di organizzazioni maggiormente rappresentative del settore.
Insieme a Cgil e Uil, le sigle dei lavoratori postali ieri hanno scritto al ministro Giorgetti: “Si è giunti a un punto di non ritorno” si legge nella lettera di Pino Gesmundo, segretario confederale Cgil, Vera Buonomo, segretaria confederale Uil, Riccardo Saccone, segretario generale Slc-Cgil e Claudio Solfaroli, segretario generale Uilposte. “Riteniamo utile, nell’interesse dei lavoratori e delle lavoratrici che rappresentiamo, e a garanzia delle attività svolte da Poste Italiane per la collettività, intervenire affinché sia ripristinato un corretto equilibrio e una giusta interlocuzione tra le Parti”. Escluse dal dicembre 2024 dai tavoli unitari su richiesta di altre sigle sindacali, Slc Cgil e Uilposte si sono viste precludere “la possibilità di fornire il proprio contributo alla discussione. È venuto meno quel confronto di merito, di idee, anche di valori, che è la condizione necessaria per poter parlare di democrazia sindacale e per salvaguardare il principio fondamentale del pluralismo e della pari dignità nelle trattative sindacali. E senza quel confronto, collegiale e contestuale, risulta impossibile per Slc Cgil e Uilposte, impropriamente relegate a ruolo marginale, poter rappresentare pienamente le proprie posizioni a tutela dei propri iscritti”.
Per il segretario regionale UilPoste Domenico Potenza “in questo scenario diventa più complicato l’impegno per “salvare” i servizi postali nella nostra regione. La carenza di personale – almeno una ottantina di unità – l’eccessiva precarizzazione, le difficili condizioni dei lavoratori che si scaricano sull’utenza sono tutti fattori da superare se si vuole garantire l’erogazione di servizi essenziali per i cittadini dei piccoli comuni in un percorso di reale condivisione tra sindacati e management di Poste Italiane.
“Le lunghe file specie di anziani sotto il sole e con temperature torride agli ingressi degli uffici postali che si ripetono nei giorni di pagamento delle pensioni o di scadenza delle bollette – sottolinea Potenza – sono l’esempio più forte delle difficoltà che come Uil denunciamo da tempo perché le Poste siano messe nelle condizioni di mantenere il proprio valore sociale in particolare al servizio delle piccole comunità locali e delle aree più interne e svantaggiate, degli anziani. Indubbiamente con il progetto Polis si avvia una piccola rivoluzione e si mette fine alla spoliazione dei servizi postali in centri minori e aree rurali che ha segnato una lunga fase negli anni passati e che il sindacato ha fortemente contrastato.
“Le Poste – aggiunge – sono l’azienda che ha fatto la storia del nostro Paese. Noi vogliamo che le sedi comunali diventino uffici di prossimità, conglobando servizi utili ai cittadini, con funzioni anche di pubblica amministrazione. Proponiamo che siano sostenuti e finanziati dallo Stato, per farli diventare presidio di prossimità. Poste Italiane non possono comportarsi come le banche che agiscono dove c’è il profitto; ci sono perché devono garantire un servizio alle persone soprattutto della terza età e in condizioni di disagio”.


