La Regione fa la voce grossa mortificando Comuni e Province
Araneo e Verri (M5S): è davvero necessario, al fine di scongiurare il fallimento di Acquedotto Lucano, l’aumento di capitale sociale da parte della Regione a danno dei Comuni?
Di seguito il comuniocato stampa di Alessia Araneo e Viviana Verri, consigliere regionali del M5S Basilicata
In prima commissione, sulla scorta di una serie di audizioni chieste dal M5s Basilicata, si continua a parlare di acqua, di gestione della risorsa idrica e di rapporti di potere tra Comuni, Province e Regione. Si parla di acqua in relazione alla comunicazione, trasmessa in data 9.04.2025 a firma di acquedotto lucano, nella quale si propone l’aumento del capitale sociale da parte della Regione Basilicata, giustificato, quest’ultimo, da un bisogno di liquidità. Ed è proprio per questo motivo che abbiamo ritenuto assolutamente indispensabile ascoltare, nella giornata odierna, il Presidente dell’ANCI e i vertici di acquedotto lucano.
Premettendo che l’inefficienza di Acquedotto Lucano, consolidata (e forse voluta) negli anni, è ormai sotto gli occhi di tutte e tutti, la domanda che sorge spontanea è la seguente: è davvero necessario, al fine di scongiurare il fallimento dell’ente, l’aumento di capitale sociale da parte della Regione a danno dei Comuni, è l’unica strada praticabile? L’Anci non sembra essere di questa opinione e rammenta, infatti, che l’aumento di capitale comporterebbe, obbligatoriamente, un piano di risanamento che deve essere approvato da Egrib e deve avere carattere biennale.
D’altronde, da anni la Regione Basilicata, al fine di evitare l’aumento di tariffe a carico degli enti, ha stanziato fondi a favore di Acquedotto Lucano con semplici provvedimenti normativi senza rivedere l’assetto societario. Abbiamo immaginato che AQL potrebbe pensare di riscuotere denaro da altri enti sub regionali rispetto a cui vanta un credito.
Su tutto questo e sulla riforma del regolamento con l’istituzione del Comitato per il controllo analogo, anche quest’ultimo sottoposto al parere dell’Anci, si deve assolutamente discutere nei luoghi politici: per tutte queste ragioni, abbiamo chiesto di approfondire ancora la questione in commissione e ringraziamo tutte le forze politiche di maggioranza e minoranza per la disponibilità ad accogliere l’istanza. Inoltre oggi si è discusso anche di F.U.A.L., in riferimento al criterio di riparto della dotazione finanziaria per l’annualità 2025.
Su questo punto abbiamo chiesto l’audizione dell’Anci e dei Presidenti delle due Province. E i conti proprio non tornano: mancano 12 milioni di euro, mai arrivati e promessi, per il 2024 e 4 milioni per il 2025. Una circostanza che ha messo in grandissima difficoltà le due Province, che si sono trovate a dover chiudere i bilanci 2024 con diversi milioni di euro in meno, rischiando anche il dissesto. Stiamo parlando di risorse che vengono utilizzate per i servizi essenziali come i riscaldamenti nelle scuole o lo stralcio dell’erba. Chiediamo, dunque, che al più presto i fondi vengano stanziati per il bene dell’intera comunità. Mortificare Comuni e Province non fa il bene della Regione. Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali M5S Basilicata)


