L’acqua del Basento è stata davvero una soluzione sicura? Cosa hanno ingerito i lucani?
I portavoce regionali di Europa Verde – AVS, Lettieri e Trivigno, tornano a incalzare il presidente della Regione Basilicata, sulla gestione della risorsa idrica e sulla totale mancanza di trasparenza da parte delle istituzioni regionali e degli enti preposti
“È ora di smetterla di raccontare favole ai lucani.” Con queste parole i Portavoce regionali di Europa Verde – AVS, Donato Lettieri e Michela Trivigno, tornano a incalzare il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, sulla gestione della risorsa idrica e sulla totale mancanza di trasparenza da parte delle istituzioni regionali e degli enti preposti, a cominciare da Acquedotto Lucano e Acque del Sud.
“È sempre più evidente la tendenza, ormai sistematica, del Governo nazionale – e, in maniera sempre più marcata, anche di quello regionale – a distorcere la realtà, minimizzare i problemi e adottare il ‘tuttoappostismo’ come linea guida di fronte a ogni emergenza”, dichiarano i Portavoce. “Lo abbiamo detto già nel novembre 2024: la Regione organizzi un Tavolo della Trasparenza con cittadini, comitati e associazioni ambientaliste. È una richiesta che non può più essere ignorata.”
Europa Verde – AVS si è da tempo schierata al fianco dei comitati di cittadini e delle organizzazioni ambientaliste che chiedono verità e garanzie concrete, in particolare sulla scelta di attingere acqua dal fiume Basento durante la crisi idrica che ha coinvolto 29 comuni serviti dalla diga del Camastra. “La domanda è semplice: l’acqua del Basento è stata davvero una soluzione sicura? Cosa hanno ingerito i lucani? Non possiamo rispondere senza dati certi, trasparenza e rassicurazioni ufficiali, soprattutto quando è in gioco la salute dei lucani .”
A gettare ombre inquietanti su quella scelta sono anche i dati relativi all’inquinamento del torrente Tora, affluente del Basento. Analisi condotte su mandato della Procura di Potenza già nel maggio 2023 avevano rilevato la presenza di trielina in concentrazioni 80 volte superiori ai limiti di legge.
“Non a caso, bene ha fatto il sindaco di Tito a emettere ordinanze di divieto all’uso umano dell’acqua del Basento. La siccità continua a far emergere le stesse criticità, ma alle domande poste mesi fa non è mai arrivata risposta: che fine hanno fatto i piani per lo sfangamento della diga del Camastra? Quando si intende procedere al collaudo dell’invaso? A che punto è il collegamento tra la diga Camastra e il bacino Bradano-Basento? Che ne è del ripristino del collegamento tra le dighe di Acerenza e Genzano?
E soprattutto: anche alla luce delle indagini della Procura e dei divieti imposti dai sindaci, il presidente Bardi intende ancora utilizzare le acque del Tora in caso di emergenza? Con quali garanzie per la salute pubblica?
Per questo, Europa Verde – AVS chiede con forza la convocazione immediata di un Tavolo della Trasparenza, con la partecipazione di Regione Basilicata, Acquedotto Lucano, Acque del Sud, ISPRA, l’Istituto Superiore di Sanità, la Consulta dei Cittadini e i comitati e le associazioni ambientaliste lucane.
A proposito di trasparenza: che fine ha fatto la riforma della governance di Acquedotto Lucano? Quando sarà convocata l’assemblea dei soci, di cui i comuni fanno parte?
Acquedotto Lucano si trova in una situazione critica: nessun bilancio approvato, nessuna convocazione dell’assemblea, nessun rispetto delle norme. Ricordiamo che, per legge, il bilancio di una società per azioni deve essere approvato entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio (estendibili a 180 in casi particolari), e poi depositato entro 30 giorni presso il Registro delle Imprese.
Servono risposte, non rassicurazioni generiche il mondo agricolo è’ in ginocchio e i cittadini vanno rassicurati Serve trasparenza, non propaganda. La crisi idrica è solo uno dei volti della crisi climatica, e come tale richiede un cambio radicale nella visione e nella governance ambientale della nostra regione. Serve una gestione pubblica nuova, integrata e sostenibile della risorsa acqua, che non si limiti a rincorrere le emergenze, ma che sappia mettere in campo interventi strutturali e di lunga durata.
Basta darla a bere ai lucani. Come direbbe qualcuno, caro a chi viene da Posillipo: “A cà nisciun è fess’”. Tantomeno la magistratura”, concludono Lettieri e Trivigno.


