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Lavello, Il ruolo di Antonio Liseno nelle elezioni amministrative
Annale e Carnevale

L’incredibile mozione di sfiducia del sindaco Pasquale Carnevale contro quattro consiglieri di minoranza

E’ il 22 luglio 2025 quando il sindaco Carnevale presenta una mozione di sfiducia affinché il Consiglio Comunale “si esprima favorevolmente  perché i consiglieri di minoranza Annale, Barrese, Masi e Catarinella non abbiano più un ruolo nell’assise popolare del Comune di Lavello invitandoli quindi a rassegnare le dimissioni”. Una richiesta insolita, atteso che il sindaco ha la maggioranza in Consiglio. La mozione verrebbe approvata senza dubbio. Il dubbio, invece, riguarda l’efficacia della richiesta: si dimetteranno i consiglieri di minoranza citati nella mozione? Probabilmente si tratta di un atto sostanzialmente politico destinato a sollevare dubbi sulle figure di Annale e degli altri consiglieri chiamati in causa nel quadro, però, dell’inchiesta che ha colpito l’imprenditore Antonio Liseno. Qui la prima delle quattro pagine della mozione mozione e qui l’ultima pagina Mozione

Il sindaco lo precisa in premessa nella mozione: “si tratta di considerazioni esclusivamente politiche”. Intanto, però, fa riferimento esplicito a una “precisa documentazione giudiziaria e giornalistica per confermare anche ufficialmente la probabile esistenza di quel sistema di corruttela strisciante nella nostra comunità”. E parla di “schieramenti politico-amministrativi ove si era inserito Antonio Liseno”.

Quali sono le accuse del sindaco ai consiglieri di minoranza chiamati in causa?

Parte da lontano, Carnevale, dal 2018 quando il Comune era amministrato una Giunta a trazione Pd e nella quale aveva un ruolo l’imprenditore ora agli arresti. Ma “l’arringa” accusatoria nel testo della mozione, prende una piega a dir poco inconsueta.

Considerato – scrive Carnevale (cito testualmente, N.d.r.) – che non può sottacersi che Antonio Liseno era da tutti considerato informalmente il ‘dominus’ dei progetti politici a cui ha partecipato, e pur in assenza di una sua formale presenza all’interno dell’ultima competizione elettorale…risulterebbe accertata la vicinanza della lista SiAmo Lavello (quelle del candidato sindaco Annale, n.d.r.) agli interessi amministrativi dello stesso Antonio Liseno, accordi e interessi testimoniati praticamente da incontri ‘defilati’ avvenuti tra Liseno e il consigliere Barrese, unitamente ad una persona facente parte del direttivo del Pd di lavello in via Berlinguer, nonché dell’incontro tra il consigliere Annale e lo stesso Liseno durante una cena in un locale cittadino il 15 maggio scorso, da un incontro presso il Resort San barbato il 22 maggio scorso tra Antonio Liseno e il consigliere Barrese unitamente ad un’altra persona del direttivo Pd, dallo scambio di materiale elettorale avvenuto sul Corso Umberto I tra Liseno e il consigliere Masi, il tutto avvenuto in piena campagna elettorale e con modalità che non lascerebbero spazio a dubbi sulla voluta comunione d’intenti.

Ma Carnevale non si ferma qui. A conferma dei rapporti ‘politici’ tra l’imprenditore-politico Liseno e la lista SiAmo Lavello, oltre gli incontri citati, racconta “della campagna elettorale a tappeto” di Antonio Liseno in favore della lista: “messaggi whatsapp inviati a numerosissimi cittadini con cui sponsorizza fortemente le candidature degli attuali consiglieri Marilina Catarinella e Vito Masi…”. Ancora, Carnevale parla di un palese riavvicinamento tra Antonio Liseno e il Partito Democratico nonostante ci fossero stati dei dissapori precedenti che hanno creato problemi giudiziari all’amministrazionedell’ex sindaco Altobello.

Nella mozione il sindaco richiama la probabilità che Liseno, nelle elezioni del 2018 e del 2023 abbia fatto promesse di lavoro e anche di denaro o di altre utilità offerte in cambio di voti.

Insomma, il consigliere Antonio Annale, candidato sindaco con la lista perdente SiAmoLavello alle ultime elezioni, e i consiglieri Marilina Catarinella, Vito Masi e Francesco Barrese, sono invitati a dimettersi. L’invito deriverebbe da una mozione presentata dal sindaco e che la maggioranza di cui egli dispone dovrebbe approvare. Un atto insolito. La maggioranza, o meglio il sindaco, vorrebbe decide chi deve sedere e chi no nei banchi dell’opposizione in Consiglio comunale. La questione la lasciamo discutere agli esperti di cose amministrative e giuridiche. Non sembra che il segretario Comunale di Lavello sia propenso a portare in Consiglio questa mozione che sembra una specie di informativa di reato. A noi pare insolita, anche se le questioni sollevate non sono affatto insolite. Fatto sta che la mozione è all’ordine del giorno della seduta del Consiglio convocata per il 31 luglio. Qui la convocazione

Tuttavia, sul piano politico, perché dovrebbero dimettersi? Perché avrebbero intrattenuto legami con un discusso imprenditore che nei giorni scorsi, non durante la campagna elettorale, ma il 1° luglio, è stato arrestato con l’accusa di riciclaggio e altri reati. Ci sta, o forse no. Il sindaco con questa mozione solleva questioni che riguardano le competizioni elettorali a Lavello che, diciamolo, da anni sono “inquinate” da contrapposti interessi che con la politica, quella con la P maiuscola, hanno nulla a che fare. Ne abbiamo scritto più volte, basta leggere gli articoli correlati a questo editoriale. Certo è che un dibattito autocritico interno al Pd, non sarebbe male. E non solo a Lavello. E non sarebbe male una seria discussione all’interno della società civile lavellese. Certo, esiste da tempo una “questione morale” che riguarda la Basilicata e molti suoi Comuni, non solo Lavello. Tuttavia la morale sta scomparendo e non ci resta altro che la questione.

Dobbiamo precisare che, secondo alcuni cittadini,  l’accordo con Annale sindaco ed eventuali accordi con Liseno passerebbero da scelte regionali, in particolare del segretario del Psi Valvano. Tanto è vero – aggiungono –  che gli eletti sono a maggioranza del PSI: candidato sindaco e due consiglieri su 5. Difatti – spiegano –  Liseno voleva eleggere anche la Giunta? E gli accordi sarebbe riconducibili non al Pd ufficiale, ma a singoli esponenti a titolo personale.

Dobbiamo dire che l’iniziativa di Carnevale potrebbe configurarsi come una mossa nel gioco strano di queste settimane finalizzato a sancire “chi è più puro dell’altro”. Un gioco complicato a Lavello, città in cui la “purezza” in politica e negli affari è ridotta al lumicino. Altri personaggi, accomodati dietro le quinte, e anche insospettabili, avrebbero avuto un ruolo determinante non solo nella decadenza morale della politica, ma soprattutto negli affari di Liseno. Se così è potrà dirlo, se vorrà, soltanto l’imprenditore agli arresti, sempre che gli inquirenti siano interessati ad andare oltre i presunti reati commessi da Liseno, allungando lo sguardo al di là del recinto delle accuse all’imprenditore.

Detto questo dobbiamo ricordare a Pasquale Carnevale che o fa il sindaco, a tempo pieno, o fa il carabiniere a tempo pieno. In una città come Lavello il primo cittadino non può operare a mezzo servizio. E non può permettersi di confondere nell’azione amministrativa il ruolo di sindaco con la funzione di ufficiale della Benemerita. Chissà.

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