Lomuti, M5S: A cosa è servito baciare il culo a Trump?
“Basilicata regione più penalizzata dai dazi: rischi per auto, farmaceutica e mobile imbottito”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa inviato dall’onorevole Arnaldo Lomuti del M5S.
Tutti in fila per baciarmi il culo” Proprio così, l’ha detta davvero. La frase è di Donald Trump, durante un discorso alla cena del Comitato nazionale repubblicano. Non solo, Donald Trump si vantava in pubblico, sostenendo che i leader stranieri lo supplicavano di trovare un accordo: “Farò di tutto signore”, aggiungeva imitandoli
Paradossalmente, noi tutti dovremmo ringraziare Trump per aver detto la verità in mondo visione: l’Europa è diventata una manica di buffoni sovranisti senza gloria, senza patria, senza vergogna e soprattutto senza onore.
E cosa dire del nostro Tajani? “Sono il Ministro degli Esteri più sfortunato”. Il problema non è la sorte avversa, ma che a Tajani, così come a tutto il Governo Meloni, pare proprio che piaccia prendere schiaffi. E più ne prendono e più dicono “grazie”.
Guardiamo al caso USA e come siamo arrivati al grande fallimento diplomatico di Giorgia: quello dei dazi al 30%
Il 2025 è iniziato con il pellegrinaggio lampo della Meloni da Trump e Musk perchè dalle 8 del mattino del primo gennaio, il premier ucraino Zelensky chiude i rubinetti del gas russo all’Europa, completando il lavoro già iniziato con le sanzioni alla Russia e con l’attentato terroristico al Nord Stream, privando definitamente noi europei del gas naturale a basso costo.
All’Europa, Italia compresa, viene imposto l’aumento dell’acquisto di gas liquefatto statunitense, che arriva via nave e che costa 6 (sei) volte quello Russo (che ci veniva fornito via gasdotto). Per inciso, i nostri alleati a stelle e strisce ce lo vendono ad un prezzo 3 (tre) volte più alto di quello che loro lo vendono negli Usa. Nulla da fare, tutto resta come deciso da Trump. Meloni, partita con il cappello in mano, si fa fregare anche quello.
Veniamo alle spese militari NATO
Trump chiede l’aumento delle spese per il riarmo della NATO fino 5% del Pil. Meloni accetta senza battere ciglio e, anzi, non esclude di concedere le basi agli Usa (con ok del Parlamento), per bombardare i cattivoni nemici dell’occidente democratico.
RIARM-EU: l’Europa programma la spesa di 800 miliardi per respingere l’imminente attacco di Putin che non avverrà mai, se non in risposta dei soliti attacchi preventivi del solito occidente. Ricordiamo che la Russia detiene 6000 (seimila) testate nucleari. Trump starà felice, Meloni zitta e mosca. Da dove arriveranno tutti questi soldi? Dalle tasche degli italiani.
I dazi USA sono la ciliegina e lo spettacolo offerto dalle lingue dell’esercito dei lacchè non si è risparmiata su nulla. Qualcuna di queste ha anche proposto Meloni Nobel per l’Economia.
Ma tornando seri, perché la questione è seria, il risultato dopo tutte le nostre gratuite genuflessioni all’America, è la conferma dei dazi al 30%. Una notizia che ha giustamente innescato reazioni allarmanti da parte di diversi rappresentanti del mondo produttivo italiano, che hanno già fornito le prime stime dell’impatto dei dazi sul made in Italy (danni per circa 12 miliardi di euro).
È per la nostra Basilicata?
I dazi annunciati da presidente americano avranno un impatto da incubo sull’economia della Basilicata. A rischio soprattutto i distretti di auto, farmaceutica e mobile imbottito. Secondo uno studio della CGIA di Mestre, “in Basilicata l’esportazione di dieci categorie è pari a 1 miliardo e 386 milioni, con il dominio del settore automotive, e incide per l’80,9% sulla quota totale, che è di poco superiore al miliardo e 700mila euro. Si tratta della quinta peggiore performance nazionale. Ma, a livello provinciale, l’export verso gli Stati Uniti nell’ultimo anno è calato. Dato negativo soprattutto per la provincia di Potenza, dove pesa la crisi dell’auto: rispetto all’anno precedente, il 2024 ha fatto registrare un -88,2%. Ribasso anche per il Materano dove si verifica un – 11,2%. La qualità del Made in Italy potrebbe aiutare la tenuta delle imprese ma dopo l’annuncio di Trump gli scenari sono del tutto imprevedibili”
Se aggiungiamo che la produzione industriale nazionale è al 30esimo mese di calo produttivo, cosa possiamo augurarci per la nostra Giorgia Meloni dopo tutti questi fallimenti? Bocchino la propone come premio Nobel all’Economia. Giusto e già che ci siamo aridiamogli pure il vitalizio. Meritatissimo anche quello. On. Arnaldo Lomuti, coordinatore regionale M5S Basilicata, Camera dei Deputati


