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Paterno, un esempio da seguire: un approccio intelligente all’uso del denaro pubblico
Una veduta di Paterno

In un piccolo Comune è importante l’attenzione che l’istituzione locale riserva alle cittadine e ai cittadini più giovani e alla scuola

In Basilicata da tre anni il Comune di Paterno conferisce Borse di studio comunali in favore di studenti residenti che avessero ultimato con successo e profitto gli studi superiori, conseguendo il diploma di Scuola secondaria di II grado.  Dall’anno scolastico 2024-2025 è stata ampliata la platea dei beneficiari. Borse di studio per gli studenti della Scuola secondaria di I grado e per gli studenti che abbiano frequentato e superato la classe V della Scuola primaria. Non sappiamo se ci sono altri Comuni lucani che forniscono borse di studio. Ce lo auguriamo. Ce ne sono in giro per l’Italia. Intanto, abbiamo notato l’iniziativa del Comune di Paterno.

Non conosciamo la sindaca, certo è che l’iniziativa assume un valore doppio nel contesto lucano e della val d’Agri. Il primo valore aggiunto è l’attenzione che l’istituzione locale riserva alle cittadine e ai cittadini più giovani e alla scuola. L’ente locale, in sostanza, stimola gli studenti a studiare ad approfondire a dare importanza alla conoscenza.  “È un investimento – scrive la sindaca Tania Gioia – che non solo sostiene l’individuo, ma arricchisce l’intera collettività, promuovendo cultura, innovazione e solidarietà…e garantire a tutti l’accesso a un’istruzione di qualità, in modo che ogni giovane possa esprimere al meglio il proprio talento e le proprie ambizioni”. Qui non è tanto importante il valore monetario del sostegno, quanto la simbologia del premio, ossia della premiazione, che assume il significato di un riconoscimento, di una vera e propria gratificazione che fornisce energia al percorso formativo degli studenti.

Scrive ancora la sindaca: “…il premio ha anche lo scopo di spronare le ragazze e ragazzi alla ricerca costante della conoscenza e della curiosità. Un punto di partenza per un impegno maggiore nei confronti di se stessi, del prossimo, della società, di quel sapere che è in grado di generare spirito critico, capacità di scelta e di discernimento.” Magari le aspettative sono alte, ma è certo che l’ottimismo in questi casi non guasta. In quelle parole leggiamo l’entusiasmo di un’Amministrazione comunale che spende bene il denaro pubblico.

Infatti, e questo è l’altro valore aggiunto, le borse sono finanziate con le risorse del Ripov Servizi del P.O. Val d’Agri. La scelta di destinare parte di queste risorse alla scuola in generale e agli studenti in particolare, simboleggia un approccio intelligente all’uso del denaro pubblico. Un piccolo Comune che negli ultimi 10 anni ha perso oltre mille residenti fa bene ad investire nel futuro della scuola e delle giovani generazioni. Un esempio da seguire.