Pollino Danza Festival, a Fardella danzatori da tutto il mondo
In programma dal 17 al 29 luglio 2025 l’evento l’evento che unisce arte, natura e comunità
Torna il Pollino Danza Festival, appuntamento internazionale dedicato alla danza, alla formazione e allo spettacolo, in programma dal 17 al 29 luglio 2025 per la prima volta a Fardella, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. Un evento che unisce arte, natura e comunità, portando sul territorio
oltre 200 partecipanti, tra coreografi, insegnanti, danzatori e appassionati da tutto il mondo.
Organizzato dall’Associazione Culturale Balletto Lucano, con la direzione artistica di Loredana Calabrese, il Festival è un presidio stabile di cultura coreutica nel Mezzogiorno, capace di coniugare sperimentazione e radicamento, eccellenza artistica e valorizzazione del territorio. Workshop di danza, laboratori intensivi, concorsi, performance site-specific e spettacoli serali animeranno il territorio di Fardella, che diventa un vero e proprio palcoscenico: le piazze, i parchi e le strutture comunali si trasformano per dieci giorni in templi consacrati alla danza, alla performance e all’arte, in un dialogo tra corpo e paesaggio. Fondamentale il supporto del Comune di Fardella, che ha accolto l’iniziativa con grande entusiasmo e partecipazione.
L’edizione 2025 vanta la presenza straordinaria di artisti di primo piano del panorama internazionale, tra cui: Daniil Simkin, étoile dell’American Ballet Theatre di New York, Emio Greco, direttore artistico dell’ICK Amsterdam, Laszlo Nyakas, Direttore del Teatro di Osnabrück (Germania), Fernando Suels Mendoza, danzatore storico della compagnia di Pina Bausch, Eliana Stragapede dalla compagnia belga Peeping Tom, Ivette Gonzàlez, dal Cuba National Theater, Maria Luisa Buzzi, direttrice della rivista
“Danza&Danza” e molti altri.
Il Pollino Danza Festival è molto più di un evento: è un progetto culturale a lungo termine che opera nel
tessuto delle aree interne, sostenendo il ricambio generazionale nella danza e promuovendo la Basilicata
come territorio fertile per l’arte, la creatività e l’innovazione. Attraverso le sue attività, il Festival contribuisce attivamente alla riqualificazione culturale e sociale delle aree interne, contrastando lo spopolamento, attivando energie locali e restituendo centralità a luoghi spesso dimenticati dalle grandi rotte culturali.


