Ripristinare subito la postazione 118 nell’area industriale della val d’Agri
UILM: Non è più tempo di rinvii. Il presidio 118 all’interno del centro oli di Viggiano è un atto dovuto e non negoziabile
Dopo mesi di silenzio istituzionale e nonostante le ripetute sollecitazioni della UILM Basilicata, dobbiamo purtroppo constatare che la postazione del 118 all’interno dell’area industriale della Val d’Agri – presidio fondamentale per la sicurezza dei lavoratori – non è stata ancora ripristinata. Ricordiamo che tale presidio sanitario non nasce per caso, ma è il frutto di precisi accordi regionali legati all’attività estrattiva, con l’obiettivo di garantire un’adeguata tutela della salute e della sicurezza per chi opera quotidianamente in uno dei poli industriali più strategici della nostra regione.
La decisione unilaterale di trasferire la postazione di primo soccorso dal cuore dell’area industriale al Comune di Viggiano ha, nei fatti, indebolito il sistema di intervento sanitario tempestivo, mettendo a rischio la sicurezza di centinaia di lavoratori. A oggi, nonostante promesse, incontri e tavoli istituzionali, compreso quello con i sindaci della Valle, nulla è cambiato. Apprezziamo le proposte avanzate da alcuni primi cittadini, come quella del Sindaco di Grumento Nova, ma ribadiamo con forza che è dovere della Regione Basilicata, dell’ASP, dei sindaci della zona, e degli assessori competenti attivarsi con urgenza per il ripristino di un diritto sacrosanto.
Non è più tempo di rinvii. Il presidio 118 all’interno del centro oli di Viggiano è un atto dovuto e non negoziabile, che affonda le sue radici in una legge regionale che va rispettata e applicata. Se il buon senso e il rispetto degli accordi non prevarranno, saremo costretti a valutare ogni strada possibile, anche il ricorso alle autorità competenti, affinché si faccia piena luce su quanto accaduto e sulle responsabilità che hanno condotto al trasferimento di un servizio vitale per l’intera area industriale. La sicurezza dei lavoratori non può essere oggetto di scelte arbitrarie. La UILM Basilicata non resterà a guardare.


