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Sgl Melfi, ammortizzatori sociali per altri 12 mesi
I lavoratori Sgl al termine dell'incontro in Regione

La proroga resa possibile dal fondo previsto per le aree di crisi industriale complessa

Per la prima volta la Regione Basilicata, attingendo dal fondo previsto dal Decreto del 17 aprile 2023 del Ministro delle Imprese e del Made in Italy per le aree di crisi industriale complessa, consentirà la proroga di 12 mesi della durata degli ammortizzatori sociali ai 115 dipendenti della Sgl in forza presso l’unità di San Nicola di Melfi, in scadenza a fine mese. Lo ha comunicato l’Assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro Francesco Cupparo in un incontro al Dipartimento al quale hanno partecipato il direttore del Dipartimento Giuseppina Lo Vecchio, i dirigenti Arturo Agostino, Maria Leone, il commissario liquidatore Sgl, avvocato Massimo Molinari, e consulenti aziendali, rappresentanti di Uilm (Giovanni Galgano), Fismic (Massimo Coviello), Fiom (Carmine Pastore) e Rsu.

Il percorso individuato dagli Uffici Dipartimentali sarà verbalizzato tra le parti mercoledì 16 luglio prossimo. E’ questo un primo risultato dell’iniziativa che ha visto la Regione, con il Presidente Bardi, adoperarsi – ha affermato Cupparo – per ottenere il decreto di riconoscimento di crisi complessa e conseguito insieme alle pari sociali e datoriali. Proprio perché si tratta di un risultato parziale – ha aggiunto l’assessore – intendiamo compiere altri passi per la garanzia occupazionale di questi come degli altri lavoratori oltre che dell’area San Nicola di Melfi di complessivi 43 comuni, di cui 11 afferenti al Sistema Locale del Lavoro di Melfi e 32 a quello di Potenza. Per questa ragione abbiamo approvato l’Avviso Pubblico per attività di formazione e riqualificazione di lavoratori che utilizzano ammortizzatori sociali e sollecitiamo le aziende a presentare progetti specifici.

Inoltre, gli Avvisi Mini Pia e Contratti di Sviluppo per Grandi e Piccole Imprese introducono corsie privilegiate per l’assunzione di cassaintegrati e anche per l’AP artigianato sarà possibile da parte degli stessi avviare nuove attività autoimprenditoriali usufruendo di contributi al 65%.”

La situazione appariva drammatica, -dicono Fismic e Uilm in una nota- anche in considerazione della scadenza, a fine luglio, della cassa integrazione per cessazione di attività, un ammortizzatore che, senza strumenti straordinari, non avrebbe potuto essere prorogato. Solo grazie all’attivazione dell’area di crisi complessa, sottoscritta da Fismic e Uilm (e non da tutte le organizzazioni sindacali, lo diciamo non per polemica, ma per verità dei fatti), è stato possibile ottenere una proroga dell’ammortizzatore sociale, che consente di guadagnare 12 mesi fondamentali. Come Fismic e Uilm abbiamo scelto di comprare tempo, per non abbandonare nessuno alla sola prospettiva della NASpI o del licenziamento, ma per mantenere viva la speranza in un futuro di reimpiego. Dietro questi 12 mesi, infatti, ci sono nuove possibilità: bandi regionali di riqualificazione, già annunciati dall’Assessore Cupparo; incentivi per chi assumerà i lavoratori riqualificati; e soprattutto la prospettiva, se cambieranno le politiche industriali e cresceranno i volumi produttivi di Stellantis, di nuove attività legate all’automotive e semmai alla logistica.
Oggi è una giornata importante. Abbiamo evitato 120 licenziamenti. E a prescindere dalle polemiche, dalle dichiarazioni da tastiera, dalle chiacchiere da “bar dello sport”, noi possiamo dire con orgoglio di aver fatto tutto ciò che era possibile”.