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Smart Paper: tutti salvi, ma solo “fino a settembre”
Callo Center, Foto di repertorio

In una mail l’amministratrice delegata parla di “transizione fluida” e cambio di appalto Enel, aggiudicato da Accenture\Data contact, slittato di 2 mesi. Secondo indiscrezioni, però, a rischio non solo i 380 lavoratori di quel contratto, ma anche gli altri 200

“Il contratto in essere con Enel è stato prorogato fino al 30 settembre. Stiamo cercando un contatto con tutte le parti coinvolte per acquisire gli elementi utili e le informazioni necessarie a pianificare le operazioni successive”. Questo il messaggio dal sapore agrodolce fatto recapitare stamani (lunedi 28 luglio) dall’amministratrice delegata di Smart Paper Spa a lavoratori e lavoratrici coinvolti nel cambio di appalto con Enel. Appalto che vede subentrare un nuovo ‘padrone’, non più Smart Paper, ma un’associazione temporanea di imprese composta da Accenture e Data Contact.

I FATTI Ma proviamo a riavvolgere il nastro. Mercoledì scorso la doccia fredda. I sindacati vengono a conoscenza del mancato rinnovo della commessa di Enel a Smart Paper. Destino appeso per 380 operatori che in Basilicata lavorano nelle sedi di Tito Scalo, Sant’Angelo Le Fratte e molti di questi anche in smart working dal covid in poi. Parliamo di una platea di giovani entrati e poi assunti negli ultimi 20 anni e che si sono occupati prevalentemente di recupero crediti, fatturazioni, controllo qualità e altri servizi, in precendenza per conto di Enel e poi in seguito per Enel Energia e Mercato libero, ma sempre con commessa (Enel) affidata a Smart Paper. Oltre alla notizia del cambio di appalto, però, a lasciare tutti i lavoratori con l’amaro in bocca è stata la comunicazione avvenuta ad una settimana dalla scadenza, prevista il 31 luglio. E contestualmente si veniva anche a conoscenza che entro mercoledì 30 luglio sarebbe comparsa una lista di ‘selezionati’. Tramite il numero di matricola sarebbe stato comunicato chi sarebbe rimasto all’interno e chi sarebbe stato bocciato. Altro colpo per la platea già scossa.

IL VIDEOMESSAGGIO DA LACRIME L’indomani della comunicazione ai sindacati, e siamo a giovedi 24, è l’aministratrice delegata del Gruppo (Smart Paper) a inviare un videomessaggio ‘registrato’ , che abbiamo potuto ascoltare, e inoltrato direttamente ai 380 lavoratori. Indulgendo nella commozione e anche in qualche velata ‘lacrima’ spiegava e motivava la perdita dell’appalto da parte dell’azienda ma cercava al contempo di motivare i suoi sottoposti invitando alla “professionalità” e al non mollare in nome dello spirito di squadra.

TUTTI SALVI FINO A SETTEMBRE Sempre rivolgendosi ai 380 lavoratori e lavoratrici coinvolti, stamani nuovo messaggio, “aggiornamento” dell’Amministratrice. Via email e questa volta in forma scritta. Si parla di una “transizione fluida e ordinata”. In sostanza fino al 30 settembre tutti salvi, i lavoratori. Nessuna certezza però sul futuro. E’ sempre l’Amministratrice infatti a ricordare che, sebbene ci sia una “clausola sociale” che dovrebbe spingere la nuova cordata di imprese a salvare e impiegare tutti i livelli occupazionali, nulla in realtà è certo. Anzi. “L’applicazione della clusosola (sociale, ndr) – spiega nella mail – dipenderà dai termini dell’aggiudicazione”.

NESSUNA CERTEZZA Tradotto, nessuna certezza che Accenture e Data Contact vogliano salvare le maestranze. E nulla impedirebbe loro, all’occorrenza, anche di delocalizzare. I nuovi ‘capi’ dovrebbero solo addurre le motivazioni per cui lo fanno, e anche le ragioni per cui non possono assumere tutti gli (ex) lavoratori Smart Paper. “Efficientamento” ed “esubero”, quindi, potrebbero essere i nuovi termini che entreranno nel lessico lavorativo, a partire da settembre, per i 380 lavoratori coinvolti nella ‘vertenza’ futura.

A RISCHIO ANCHE GLI ALTRI 200? Ma è anche un altro il tema di cui si inizia a parlare con insistenza da qualche giorno. Il cambio di appalto che fa tremare in 380 getta nuove ombre anche sugli altri impiegati in Smart Paper, ma non coinvolti nella commessa Enel, bensì in altre che scadrebbero a novembre. Parliamo di almeno altri 200 operatori. Ciò che inizia a trapelare, in sostanza, è che perdendo la commessa principale (con Enel) a quel punto non avrebbe senso rimanere operativi solo per 200 operai (il contratto è pur sempre metalmeccanico) ancora attivi in Basilicata. E così, la voce che gira, ma che non ha ancora i connotati dell’ufficilità, è che sarebbe solo questione di tempo. Qualche mese e scadrebbe anche l’altra commessa e a quel punto, i lavoratori a rischio sarebbero 380+200. Scenario spettrale. Staremo a vedere. Nel frattempo tutti salvi, almeno per ora. Ma il limbo degli ‘operai’ coinvolti è destinato ad aumentare. Al prosssimo giro di lancette. A meno di clamorose (quanto inattese) smentite.