Logo
Teatro: in scena Le Tragicomiche, vita da eroi

Appuntamenti a Policoro, Grumento, Potenza, Matera

I Musei nazionali di Matera – Direzione Regionale Musei nazionali della Basilicata, nell’ambito del progetto In-cedere: il fluire del tempo in Lucania, beneficiario del Bando “Valorizzazione delle Attività di Spettacolo dal Vivo da parte di Istituti e Luoghi della Cultura Statali 2025” della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, inaugurano la sezione relativa al Teatro con la rassegna Dal teatro antico al contemporaneo, e ritorno, organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Ombre per la direzione artistica di Rosanna Ventura.

L’iniziativa, come già “Basilicata: Musei in festa” realizzata per la 31^ edizione della Festa della Musica il 20 e 21 giugno scorsi, è diffusa su base regionale e prevede cinque repliche dello spettacolo Le Tragicomiche, vita da eroi realizzato da CREST/I Nuovi Scalzi: le prime due (29 e 30 luglio 2025) animeranno la stagione estiva, negli spazi all’aperto dei Parchi Archeologici di Policoro e Grumento Nova, mentre altre tre sono previste per le Giornate Europee del Patrimonio (27-28 settembre 2025) presso il Museo Archeologico Nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza e il Museo nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata di Palazzo Lanfranchi a Matera.

“Le Tragicomiche, vita da eroi” non è una storia di guerra, è una storia di amori, di aspirazioni e di giovani figli che si confrontano con una realtà in cui la giovinezza è spedita sul fronte, mentre i padri, padroni e potenti, possono continuare a imperare sicuri, nel castello delle proprie certezze.

Il testo è strutturato sullo schema delle “ballate”, ispirato a La canzone di Achille di Madeline Miller. La presentazione del tema in chiave comica e il prologo affidato a quattro buffoni dichiara, in apertura, la natura dell’opera. Una tragicommedia basata su tematiche ben note, appartenenti alla cultura classica, dove il viaggio e l’aspirazione di conquista cedono il passo alla profondità dei sentimenti e dei paradossi. Lo spettacolo si ispira ad una forma di teatro molto antica, alla base del teatro comico occidentale, che nasce e si sviluppa fra il V e III sec a.C. nella Magna Grecia, in particolare modo a Taranto: il teatro Fliacico, a cui si intende ridare luce perché ha influenzato il modo di fare teatro dei latini e successivamente dei comici dell’arte italiani, i quali hanno dato vita al mestiere del teatro moderno.

Lo spettatore è condotto tramite la presenza narrante multipla dei fliaci (attori di farse popolari in uso nelle antiche colonie doriche dell’Italia meridionale) a conoscere ogni personaggio coinvolto nel poema omerico. Con la propria natura istrionica, i fliaci, ripercorrono i momenti salienti della vicenda, legandoli ad altri drammi e personaggi: Ifigenia in Aulide, per esempio. Si apre così la possibilità di guardare all’antico con una visione rinnovata che lega Achille a Ifigenia, Ulisse ad Agamennone, segnando nel tema dell’amore e del sogno – il luogo interiore dei propri desideri – il nucleo tematico profondo per cui vale compiere un viaggio immaginario nell’antico.

Uno spettacolo che offre l’opportunità di immergersi nel mondo dell’antica Grecia, rivisitato con una chiave di lettura moderna e coinvolgente. La comicità dei fliaci si intreccia con momenti di profonda riflessione, invitando il pubblico a sorridere e a pensare. Tematiche come potere e responsabilità: il peso delle decisioni dei potenti e le conseguenze sulle vite degli altri, amore e desiderio: le passioni che muovono gli uomini e le donne, i sogni e le aspirazioni, guerra e pace: le contraddizioni e i costi della guerra, l’anelito alla pace e alla felicità.