Biogas, Policoro Green risponde al Comitato Difendiamo il territorio: affermazioni diffamatorie
L’azienda: “affermazioni gravissime, per le quali i nostri legali stanno già valutando le azioni più opportune a tutela”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della società Policoro Green che replica alla nota sull’impianto a biogas del Comitato Difendiamo il Territorio pubblicata il 7 agosto scorso.
Nella giornata di ieri è stato riportato da organi di stampa un comunicato – dalle evidenti caratteristiche diffamatorie – emesso dal Comitato “Difendiamo il Territorio” in cui vengono riportate affermazioni gravissime, per le quali i nostri legali stanno già valutando le azioni più opportune a tutela.
Allo stato vi sono due ricorsi pendenti presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Basilicata, dopo la trasposizione a seguito di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, presentato sia dal Comune di Policoro sia da alcuni cittadini di Policoro, questi ultimi, a quanto
risulta, aderenti al suddetto Comitato. Parallelamente, esiste una procedura di annullamento in autotutela dell’autorizzazione unica già rilasciata dall’Ufficio Energia della Regione Basilicata in data 30.12.2024; tale procedura, avviata sulla base di una specifica istanza da parte del Comune di Policoro non è fondata, e sono state prodotte adeguate osservazioni sia per iscritto sia nel corso del recente incontro tenutosi – su richiesta dell’Ufficio Regionale Energia – in data 31.07 u.s. presso il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, alla presenza della nostra società e del Comune di Policoro. Sia i ricorsi amministrativi, sia la procedura avviata dalla Regione Basilicata, sono attività promosse legittimamente sulle quali la nostra società sta esercitando, altrettanto legittimamente, le proprie prerogative a tutela di un progetto approvato all’unanimità da tutti gli enti convocati nella Conferenza di Servizi (incluso il Comune di Policoro, ancorché per silenzio assenso).
Venendo ai contenuti del comunicato diffamatorio: non corrisponde al vero che sia stato sottaciuto il vincolo legato al rischio diga, se è vero,
come lo è, che agli atti della documentazione presentata dal proponente vi è il Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU) che lo evidenzia chiaramente; è falsa l’affermazione che un’intera particella (la cd. fascia di Acquedotto) sia stata completamente omessa nel progetto; invero, la documentazione presentata, inclusa la planimetria catastale e gli elaborati grafici, evidenziano puntualmente le particelle oggetto di intervento, e quelle su cui grava la semplice servitù di passaggio; sul punto, basti ricordare che tale diritto di passaggio è esercitato da tutti i cittadini di Policoro che
transitano su via Ancona, la cui sede stradale è sovrapposta alla medesima fascia di acquedotto; sul rischio di contaminazione non vale la pena nemmeno spendere alcun commento, se non ricordare ai responsabili di tali gravi affermazioni come le condotte di acquedotto idropotabile sono tipicamente installate a distanza di poche decine di cm dalle condotte fognarie, mentre i digestori sigillati dell’impianto Policoro Green sono ubicati a oltre 50 metri dalla fascia di acquedotto.
Per quanto sopra detto, e per quanto agli atti, gli enti evocati nella Conferenza di servizi non sono stati in alcun modo ingannati, se è vero che – a quanto risulta – nessuno di essi ha modificato il Policoro Green proprio parere nonostante l’invito della Regione Basilicata a controdedurre sul nuovo parere del Comune di Policoro.
Si ribadisce che l’impianto di Policoro Green è definito per legge “impianto agricolo per la produzione di biometano” e prevede la trasformazione in gas metano dei sottoprodotti – e non rifiuti – agricoli e zootecnici. Dunque, si tratta di un impianto che converte in energia pulita i sottoprodotti del lavoro di operatori del comparto agricolo e zootecnico (allevamenti, stabilimenti di trasformazione ortofrutticola, oleifici,…) in cd. filiera corta, ossia localizzati in un raggio inferiore a 30 km.
Legambiente ha avviato una campagna informativa tesa a stimolare la produzione del biometano considerato una grande opportunità per l’economia circolare e per la lotta alla crisi climatica nel nostro Paese. La produzione di biometano si configura come strettamente connessa all’attività agricola e
consente di superare al meglio problematiche cogenti sul territorio quali lo smaltimento intensivo dei reflui zootecnici nelle campagne del territorio e di valorizzare i prodotti residuali delle aziende agricole conferiti all’impianto con la produzione di ammendante biologico che, oltre al biometano,
costituisce il prodotto in uscita dal processo di trasformazione. La disponibilità di ammendante biologico a km 0 è rilevante e costituisce un’opportunità di riconversione delle pratiche agronomiche mirata all’eliminazione dei fertilizzanti chimici. L’ammendante in uscita dall’impianto
di Policoro è in linea con le direttive di Federbio per l’utilizzo in aziende che praticano l’agricoltura biologica.
Rispettiamo le posizioni di tutti, invitiamo il Comitato e chiunque altro a mantenere un atteggiamento rispettoso della legalità, esercitando i propri diritti nelle sedi deputate, con attività che sono peraltro state già avviate e sono al vaglio del giudice amministrativo. Allo stesso tempo, dobbiamo diffidare chiunque dal pubblicare in modo pretestuoso notizie false e diffamatorie, per le quali saranno prontamente avviate le iniziative anche risarcitorie a tutela dell’immagine e degli interessi della nostra società.


